Merlo plaude Giovanardi su Ikea, gay e Costituzione. Eppure nel Pd convive chiunque…

“Sul valore costituzionale della famiglia il sottosegretario Giovanardi ha ragione. Senza e senza ma. E il messaggio pubblicitario dell’Ikea va denunciato. Almeno per chi crede nel valore della famiglia”. Parole e musica di Giorgio Merlo, nato e cresciuto a Cavour, ex democristiano, ex popolare, ora democratico. Se c’è un partito al quale andrebbe applicato lo slogan tanto chiacchierato della multinazionale svedese è sicuramente quello del deputato piemontese: “Siamo aperti a tutte le famiglie”. Dai radicali ai teocon, insomma. L’importante è trovare una sintesi, direbbe Pierluigi Bersani. Perfetto. Ma a volte gli esperimenti portano a risultati imprevisti, e i commenti sul sito dello stesso Merlo rispecchiano la sostanza del problema: “Non bastava Giovanardi, ora ci si mettono pure esponenti del mio partito a sparare c*****e sulla famiglia e la Costituzione”. Ma facciamo un passo indietro.

“APERTI A TUTTE LE FAMIGLIE”. La pubblicità della multinazionale svedese ritrae due uomini fotografati di spalle che si tengono per mano e sopra il già citato slogan. In basso, sotto la foto, compare invece una scritta dove l’Ikea spiega: “Noi la pensiamo proprio come voi: la famiglia è la cosa più importante”. E sottolinea: quello “che cerchiamo di fare è rendere più comoda la vita di ogni persona, di ogni famiglia e di ogni coppia, qualunque essa sia”. Apriti cielo.

I PALADINI DELLA FAMIGLIA. Lo spot dell’Ikea “contrasta a gamba tesa contro la nostra Costituzione, è offensivo e di cattivo gusto. L’Ikea è libera di rivolgersi a chi vuole e di rivolgere i propri messaggi a chi ritiene opportuno. Ma quel termine ‘Famiglie’ è in aperto contrasto con la nostra legge fondamentale che dice che la famiglia è una società naturale fondata sul matrimonio”. Parole del santo sottosegretario alla presidenza del Consiglio con delega alle politiche per la famiglia, Carlo Giovanardi, non nuovo ad allegre uscite omofobiche. Fin qui tutto nella norma, insomma. Fatte ovviamente le dovute tare all’ipocrisia degli esponenti di questo centrodestra, pronti da un lato a scagliarsi contro la diversità sessuale e ad ergersi come guardiani della sacralità della Famiglia con la F maiuscola, dall’altro a difendere e proclamare il diritto costituzionale al proto-libertinismo del loro presidente del Consiglio.

Parole che hanno scatenato reazioni da più parti: Arcigay, Radicali, sinistra extraparlamentare, singoli esponenti del Pd si sono scagliati contro le parole del sottosegretario, definite “pericolose, aggressive, irresponsabili”. Ovviamente i democratici non potevano cavarsela così a buon mercato, riuscendo a dire “solo” la cosa giusta. Siccome Paola Binetti ha lasciato ormai da tempo il Pd, ci ha pensato Giorgio Merlo da Cavour a difendere la Famiglia: “Un conto è denunciare il fallimento del governo sulle politiche per la famiglia e per l’infanzia, basta ricordare il pesante taglio deciso dal governo Berlusconi; altra cosa, invece, è ricordare e custodire il valore costituzionale della famiglia”. Per questo, conclude il deputato, “Giovanardi sull’Ikea ha ragione”.

Chissà cosa ne pensa la dirigenza del Partito democratico, e soprattutto cosa dirà Piero Fassino, visto che probabilmente diventerà sindaco di una città dotata di un registro delle unioni civili e visto che di Merlo è corregionale oltre che compagno (compagno?) di partito. Il tutto arriva inoltre dopo che lo stesso Pd torinese ha polemizzato aspramente con la Regione targata Cota a causa del mancato patrocinio istituzionale al festival del cinema gay, in programma sotto la Mole dal 28 aprile. E soprattutto arriva dopo la vile aggressione a Paola Concia, deputata Pd, che insieme alla sua compagna passeggiava mano nella mano per Roma prima di essere pesantemente insultata ed etichettata testualmente come “lesbica di merda”.