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Lavoro

La Chrysler vicina all’accordo con i sindacati Usa. In Italia la Fiom proclama lo sciopero nazionale

Redazione Quotidiano Piemontese

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La Chrysler targata Fiat vicina all’accordo con i sindacati Usa. La controllata del Lingotto è l’ultima delle tre grandi società di Detroit (le altre sono GM e Ford) senza contratto: ma un’intesa appare a portata di mano, e già entro mercoledì potrebbe essere raggiunta. L’attuale contratto è scaduto il 14 settembre, per essere poi prolungato fino al 19 ottobre. Ora si è giunti a un bivio: o si firma o si ricorre a un arbitrato.

La United Auto Workers, che rappresenta 26mila lavoratori Chrysler, ha convocato lunedì in Michigan i rappresentanti sindacali locali per un incontro con il leader Bob King sullo stato delle trattative: “I lavori per un accordo continuano – ha detto il segretario Uaw – e speriamo di raggiungerlo entro mercoledì”.

LO SCIOPERO FIOM. Acque più agitate nel Belpaese, dove l’uscita di Fiat da Confindustria continua ad alimentare il dibattito politico-sindacale: “L’ uscita del Lingotto non è solo un problema tra Sergio Marchionne ed Emma Marcegaglia – ha detto Maurizio Landini, leader delle Fiom -, così come lo sciopero nazionale dei lavoratori del gruppo indetto dalla Fiom venerdì 21 ottobre non è solo la rivendicazione di un piano industriale che la Fiat-Chrysler deve ancora all’Italia”. L’ assemblea dei delegati degli stabilimenti del gruppo ha così approvato all’unanimità il documento della segreteria che propone l’astensione dal lavoro per otto ore e una manifestazione a Roma, da estendere anche alle aziende della componentistica. Uno sciopero generale che vedrà in piazza – nello stesso giorno – anche i lavoratori del gruppo Fincantieri e delle ditte di appalto.

Di opinione diversa la Uilm: ”Si tratta chiaramente di uno sciopero politico, stanno accelerando sulla conflittualità perchè scommettono sulla crisi di governo e sulle elezioni, si stanno preparando a quelle. Portano i lavoratori in piazza per accelerare la crisi e inserirsi nel solco delle proteste più generali contro il governo”. Lo dice Rocco Palombella in un’intervista pubblicata martedì mattina su ”il Giornale”.

LA SENTENZA SU POMIGLIANO. La lotta tra sindacati non riguarda solo le piazze e le fabbriche, ma anche i tribunali. La Fismic ha infatti notificato martedì mattina al tribunale di Torino la decisione di ricorrere in Corte di Cassazione per incompetenza territoriale contro la sentenza del giudice Vincenzo Ciocchetti, che a metà luglio si era pronunciato sul ricorso presentato dalla Fiom contro l’accordo di Pomigliano sottolineando come il comportamento di Fiat nei confronti della Fiom fosse stato antisindacale. La Fismic chiede l’annullamento della sentenza in quanto la competenza territoriale, per quanto riguarda il comportamento antisindacale preteso dalla Fiom, spetta al tribunale del luogo in cui tale comportamento antisindacale si sarebbe verificato, in questo caso il Tribunale di Nola.

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