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Cronaca

Centovetrine verso la chiusura: trecento lavoratori a rischio a Telecittà

Redazione Quotidiano Piemontese

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II destino di  Centrovetrine è appeso ad un filo e per ora i lavoratori restano senza contratto. Dopo oltre 2.500 puntate festeggiate di recente, Mediaset, dopo 11 anni, ha deciso di chiudere la produzione. CentoVetrine è stata prodotta dal 2001 per essere trasmessa da Canale 5. La prima puntata andò in onda l’8 gennaio 2001. CentoVetrine racconta le storie di una serie di personaggi che lavorano o sono legati a un ipotetico centro commerciale, situato nel centro di Torino, dove ha sede anche un importante gruppo finanziario.  Le riprese in interni sono realizzate effettuate  negli studi di Telecittà a San Giusto Canavese, in 4.000 metri quadrati di set, dove veniva girata anche la soap Vivere; quelle esterne nel capoluogo piemontese sotto la Mole.

In un comunicato i lavoratori della soap italiana hanno raccontato il loro destino. “Sarà un Natale amaro per tutti noi che lavoriamo a Centovetrine. E questo grazie a Mediaset, che dopo 11 anni e oltre 2.500 puntate ha deciso di chiudere la produzione della soap. Dieci giorni fa avevamo inviato a Pier Silvio Berlusconi una lettera nella quale chiedevamo di fare chiarimento sulle voci di chiusura che si erano susseguite sui giornali, ma la risposta è arrivata solo ieri: i contratti in scadenza non sono stati rinnovati . Ci chiediamo: perché Mediaset deve chiudere una produzione italiana e invece continua a mandare in onda una serie straniera come Beautiful, che a quanto ci risulta ha costi più elevati e fa meno ascolti?  Oltretutto già due anni fa i costi erano stati ridotti del 30 per cento, sacrificando molte riprese in esterna, ma nonostante questo Centovetrine ha sempre mantenuto ottimi ascolti”.

“Dopo undici anni di lavoro, gli studi di Telecittà, alle porte di Torino, chiuderanno i battenti, lasciando a casa 300 persone, senza considerare tutto l’indotto, persone che hanno lavorato a questo prodotto sempre con grande professionalità, passione e senso di responsabilità. In un momento così delicato, di crisi generale, la scelta di chiudere Centovetrine ci sembra assurda considerando che il gradimento del pubblico è confermato, quotidianamente, dagli ascolti, che sono alla base di qualsiasi televisione commerciale”.

Secondo Mediaset la soap viene trasmessa alle 14,30, un orario con un bacino che non consente ascolti tali da bilanciare il rapporto costi-ricavi. Mentre Centovetrine proseguirà comunque nel day time per i prossimi mesi con il magazzino di puntate inedite già realizzate, da fine gennaio si inizierà una sperimentazione in prima serata con delle puntate speciali  più lunghe  nelle quali si renderà più comprensibile la vicenda anche per chi non la segue da anni. Se il tentativo andrà a buon fine bene, si andrà avanti con la produzione.

Con i lavoratori di Centovetrine è scesa in campo l’Associazione 100 autori,: “L’annuncio di nuovi tagli sul piano di produzione della fiction Rai, la ventilata, inspiegabile, chiusura di una soap opera di successo come Centovetrine così come la minacciata cancellazione dei progetti in sviluppo per Rai 3, a fronte di una totale assenza di nuova progettualità editoriale e nuovi investimenti in sviluppo, oltre al drammatico problema occupazionale che determinano, testimoniano ancora una volta come le attuali dirigenze dei maggiori gruppi televisivi italiani, siano completamente incapaci di affrontare le sfide poste dalla crisi. Prime fra tutte la sfida della qualità e dell’innovazione. Chiediamo con forza a questo Governo di intervenire tempestivamente per offrire all’industria audiovisiva italiana, ai suoi talenti, alle sue competenze, l’opportunità di crescere e di innovarsi e di offrire al pubblico un prodotto sempre migliore e capace di soddisfare le esigenze più diverse”.

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