A Torino inquinamento record: bloccare gli Euro3 diesel?

Le nevicate delle settimane scorse sembravano aver pulito un po’ l’aria, ma ora siamo di nuovo daccapo. Da giorni a Torino le polveri sottili hanno raggiunto livelli record: venerdì e sabato la centralina di rilevamento Arpa del Lingotto ha registrato rispettivamente 150 e 198 microgrammi di pm10 per metro cubo, valori preoccupanti, se si considera che il tetto accettabile è fissato a 50 microgrammi. Bisogna correre ai ripari. E se a Novara, altra città afflitta dallo smog, questa settimana sarà all’insegna delle targhe alterne, sotto la mole si studiano provvedimenti diversi.

In particolare si pensa di bloccare le vetture che, stando agli studi, influiscono maggiormente sulla qualità dell’aria, cioè gli Euro 3 diesel. Parliamo di un numero enorme di veicoli: circa il 34% di quelli circolanti in città. Insomma: rimedi estremi per una situazione ormai endemica a Torino durante i mesi invernali. Nei prossimi giorni il clima potrebbe dare una mano: l’ideale sarebbe una buona sventagliata di pioggia pulitrice. In ogni caso il problema va affrontato: i 35 giorni di sforamento dei limiti di pm10 consentiti dalla legge sono già stati superati. E dell’8 febbraio per undici giorni consecutivi i valori sono stati ben al di sopra della norma. Per questo le associazioni ambientaliste premono perché si adottino provvedimenti straordinari. Secondo Legambiente, oltre agli interventi strutturali, servono azioni urgenti per far fronte all’emergenza e limitare i danni: blocchi delle auto più inquinanti e domeniche a piedi in centro.

Ricordiamo che per i vicoli benzina Euro 0, diesel Euro 0, Euro 1 e Euro 2 immatricolati da più di 10 anni il blocco è già in vigore dal lunedì al venerdì dalle 9 alle 17