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Cronaca

Tav, vertice a Palazzo Chigi: ipotesi decreto legge. Fassino: “La violenza deve cessare”

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Notte senza manifestazioni in Val di Susa dopo che nella tarda serata si è sciolto il blocco sulla A32 dove per alcune ore i No Tav avevano presidiato l’imbocco della galleria di Prapontin. Adesso l’arteria è percorribile in entrambe le direzioni, così come le statali 24 e 25. Ieri i manifestanti hanno anche bloccato per un’oretta i binari della stazione di Porta Nuova, a Torino. Oggi vertice dal premier Monti (di ritorno da Bruxelles) per fare il punto sulla Tav. Parteciperanno – insieme alle istituzioni locali – anche i ministri Cancellieri, Passera e il sottosegretario Catricalà e il commissario Tav Mario Virano. Addirittura si parla di un decreto legge ad hoc: “L’Italia deve onorare gli impegni presi”.

Opinione ribadita in mattinata anche dal ministro Cancellieri, a margine della sua visita a Lampedusa: “Sono convinta che la popolazione comprenda bene le ragioni e sicuramente sarà con noi per portare avanti un’opera che è assolutamente fondamentale per il Paese e per lo sviluppo dell’Italia”. Con lei il ministro della Cooperazione Andrea Riccardi: “Credo che non si possano accettare comportamenti violenti al di fuori della legge. Bisogna anche riflettere su un eccessivo antagonismo perchè il Paese sta passando un momento molto difficile e dobbiamo essere tutti responsabili. Dobbiamo essere responsabili anche con i tanti che si sacrificono e che sperano in una ripresa”.

Sull’argomento Alta Velocità è tornato anche Piero Fassino, questa mattina a La telefonata di Maurizio Belpietro, su Canale 5: ”L’opera si fa, chi vuole discutere per farla al meglio è il benvenuto ma la violenza deve cessare. Siamo sempre aperti al dialogo e al confronto come lo siamo stati in questi anni, a una condizione, che il dialogo e il confronto siamo finalizzati a realizzare l’opera, non a bloccarla o annullarla – ha aggiunto il sindaco di Torino – e naturalmente condizione perche si possa dialogare è che cessi il clima d’intimidazione, violenza e sopruso che viene messo in essere in questi giorni da chi ha preso la guida del movimento”.

”C’è stata una fase, 2004-2006 – ha ricordato il politico del Pd -, in cui il movimento in valle aveva un consenso ampio perchè il tracciato originario aveva un forte impatto. Proprio per raccogliere le proteste e il disagio della popolazione si è istituito l’Osservatorio tecnico che ha ridisegnato totalmente il progetto raccogliendo gran parte delle istanze dei valsusini: metà dei sindaci della valle è infatti favorevole alla Tav, tra cui i due sindaci dei comuni più interessati, Susa e Chiomonte”.

Dopo le parole di ieri anche Mario Virano, presidente dell’Osservatorio tecnico sulla Tav e commissario di governo sull’Alta Velocità, ha chiarito il suo pensiero sul movimento che si oppone all’opera dalle colonne del Corriere della Sera: “Non c’è nulla di razionale in questa protesta, la Tav ha assunto un valore simbolico per una certa enclave politco-sindacale. Per fare delle concessioni reciproche – ha osservato – alla base di qualunque confronto bisogna prima sapere cosa si vuole. Ma i No Tav non hanno mai avuto subordinate. L’opera non andava fatta, a prescindere. Ma non era questo lo spirito con il quale era nato l’Osservatorio. Noi dovevamo concordare un percorso comune con le amministrazioni locali, come poi è avvenuto. La mediazione è stata impossibile solo con coloro che continuavano a invocare l’opzione zero. E ricordo a tutti che si tratta di una minoranza, per quanto rumorosa e aggressiva, anche in bassa valle: nelle nostre interminabili riunioni ci siamo spesso trovati a fronteggiare un muro di gomma, che rallentava i lavori di proposito. Alla fine, quel muro siamo stati costretti ad aggirarlo”.

A MILANO. Una breve protesta No Tav si è verificata questa mattina a Milano, in una stazione secondaria, quella di Rogoredo. Una ventina di manifestanti, intorno alle 8, all’arrivo di un treno Frecciarossa proveniente da Torino e diretto a Roma, hanno occupato temporaneamente i binari per lasciarli prima dell’arrivo della Polfer.

 

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