Dai cappi alle scope: la parabola della Lega raccontata da Andrea Giuricin

Se i barbari sognanti di Bobo Maroni provano in tutti i modi a difendere l’onestà della “buona” Lega, quella delle origini, un libro in libreria da pochi giorni non aiuterà certo l’ex ministro dell’Interno nella sua battaglia per fare “pulizia” all’interno del movimento. Si chiama “Dai cappi alle scope” (ed.Aliberti, 14 euro) ed è scritto da Andrea Giuricin, docente alla Bicocca di Milano e collaboratore dell’Istituto Bruno Leoni di Torino:

Dopo la caduta di Bossi è tempo di bilanci. Gli ultimi scandali hanno dimostrato quanto la Lega Nord si sia trasformata, nel tempo, nel “più romano” tra i partiti: la sete di potere ha invaso tutti i livelli in cui ha governato e gli ultimi dieci anni nei quali il Carroccio è stato alla guida si sono rivelati pieni di sprechi. Da Malpensa ad Alitalia, da Tirrenia ad Arenaways, i voti lumbard hanno contribuito ad alimentare uno sperpero di denaro pubblico che ha portato a vere e proprie voragini finanziarie e alla perdita di competitività del territorio dell’immaginaria Padania, perfino in confronto all’economia rumena: oggi, infatti, la provincia di Bucarest ha un prodotto interno lordo procapite superiore a quello del Nord-Est. A dimostrazione del fatto che il partito di Umberto Bossi non è stato il campione della trasparenza, anzi: la parola “meritocrazia” non è stata adottata, e si è lasciato che il nepotismo diventasse l’unico criterio di scelta. E il problema vero è: da questo “sistema Lega” il Nord ha tratto qualche beneficio o ne è stato solamente vittima? Quanto è costata all’Italia la Lega Nord?

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