Off the grid, viaggio nell’America che non si arrende alla crisi

Si parla molto di crisi economica a Cinemambiente 2012 e il livello medio dei film che affrontano il tema è altissimo. Off the grid, per esempio, è un coast to coast nel lato oscuro dell’american dream. L’olandese Alexander Oey percorre una nazione nella quale quarantasei dei cinquanta stati “continentali” sono sull’orlo della crisi, tredici milioni i disoccupati e ben 49 milioni gli individui sotto la soglia di povertà. Complici le follie neoliberiste delle gestioni succedutesi a quella di Carter, il Grande Paese si ritrova con quattordicimila miliardi di dollari di debito e allora ecco che le comunità si organizzano per sottrarsi a un economia nella quale – lo ha detto Luca Martinelli di Altraeconomia presentando la proiezione – il volume del denaro circolante nella finanza è ormai dieci volte superiore a quello prodotto dall’economia reale.

Nel suo viaggio Oey intercetta chi non ci sta, chi sceglie la strada dell’autosufficienza come i cittadini di Great Barrington, nel Massachussetts, che decidono di battere una propria moneta, indipendente dal dollaro, il cui valore non è legato a beni come oro e petrolio ma a quanto è fornito dall’economia locale. C’è chi, come lo speaker Alex Jones, decide di scollegarsi dalla rete elettrica e idrica e diventare autonomo e chi, come i survivalisti, raccoglie scorte alimentari e attrezzature per far fronte a eventuali attacchi atomici. Sandpoint è un esempio di città di transizione che ha deciso, sin dagli anni Novanta, di mantenere intatto il proprio tessuto economico non accettando nel proprio territorio i grandi centri commerciali come Wal Mart che abbassano i prezzi fino a demolire la concorrenza di prossimità e poi li alzano indiscriminatamente una volta fatta terra bruciata delle piccole botteghe. Il documentario si conclude in una tendopoli di Seattle che raccoglie chi non è più riuscito a stare al passo con un’economia spietata dove basta un divorzio o un incidente sul lavoro per gettare una persona della classe media sul lastrico. Un’altra prova – non che ce ne fosse ancora bisogno… – del fallimento del sistema capitalistico a stelle e strisce.