Da Legambiente un grande progetto di riqualificazione per l’ex Thyssen di Torino

legambiente per thyssenIl Piano Regolatore della città di Torino approvato nel 2005 prevedeva, in particolare, una serie di interventi mirati a fornire dei servizi mancanti i quartieri Le Vallette e Lucento; da allora, appena la metà di quanto promesso è stato effettivamente realizzato. Ora sembra però aprirsi una prospettiva piuttosto grande perchè le zone possano effettivamente usufruire di nuove possibilità, una possibilità grande  140000 mq: si tratta dell’area occupata dallo stabilimento ThyssenKrupp, oggi ridotta a un immondezzaio abbandonato, e per la quale Legambiente ha presentato ieri un grande progetto di riqualificazione.

Per prima cosa andrebbe verificato l’inquinamento del sottosuolo, dal momento che sopra vi si è lavorato per decenni con sostante acide e tossiche, per di più a ridosso del fium; bonifica indispensabile. Poi, via libera alla costruzione di aree verdi, aree per il gioco, aree per lo sport, cose queste di cui i quartieri sono particolarmente carenti. Ma cosa fare delle strutture esistenti e recuperabili? Legambiente vuole scongiurare in primo luogo “la scelta di costruire nuove abitazioni, secondo il modello proposto negli ultimi decenni in base al quale troppi alloggi risultano costruiti e invenduti, e quella di destinare parte dell’area ad attività commerciali legate alla grande distribuzione”, dal momento che dieci supermercati già punteggiano il territorio circostante.

Da qui, la proposta di dedicare parte degli stabili a un centro di studi e documentazione sulla sicurezza sul lavoro, in un luogo assurto a simbolo nazionale dell’argomento. Ma anche l’insediamento di attività commerciali ed artigianali di qualità, eccellenze del territorio. La viabilità pure potrebbe essere toccata: il progetto, visibile cliccando sull’immagine accanto, prevederebbe il prolungamento dell’attuale sottopassaggio di corso Mortara fino a corso Regina Margherita e alla retrostante zona industriale di via Nervi, utile non solo per diminuire l’inquinamento ma anche per ricucire il territorio con la zone di via Pianezza, della chiesa, del castello, e per prevenire che questi ultimi fazzoletti di terra vengano inondati dalle piene della Dora come avvenuto in passato.