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Settimana di Natale con il sole e temperature sopra la media. Poca neve, scarso rischio valanghe

Redazione Quotidiano Piemontese

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soleSi avvicina il Natale e si avvicinano più in generale molte giornate di festa. E in queste giornate siamo tutti particolarmente attenti al tempo, per sapere cosa ci consentirà di fare con i nostri cari. E dal sito dell’Arpa Piemonte arrivano previsioni soleggiate… “L’espansione dell’anticiclone delle Azzorre sull’Europa occidentale garantirà sulla nostra regione condizioni di tempo stabile, prevalentemente soleggiato con temperature al di sopra della media stagionale. Tuttavia, la presenza di umidità persistente negli strati più bassi dell’atmosfera favorisce la formazione di foschie e nebbie anche fitte sulle zone pianeggianti del Piemonte, in particolare sul settore più orientale della regione”.

Per la giornata della vigilia di Natale, mercoledì 24 dicembre, le previsioni (oggi attendibili intorno al 70%) parlano di cielo sereno sulle Alpi e nelle vallate, mentre altrove potrebbe esserci presenza di nubi basse con visibilità ridotta. Nessuna precipitazione prevista.

BOLLETTINO VALANGHE. All’inizio della scorsa settimana deboli precipitazioni hanno interessato tutto l’arco alpino, apportando circa 5-15cm di neve a 2000 metri con valori massimi fino a 20cm sui settori Nord e Sud. Giovedì deboli precipitazioni, associate a venti forti in quota, hanno fatto registrare 10cm di nuova neve sui settori da Alpi Lepontine ad Alpi Graie, oltre i 2300-2400 metri. Su tutti i settori la neve recente risulta umidificata sino a 2500-2600m a causa del rialzo della temperatura e della copertura nuvolosa. Sono ancora presenti lastroni da vento sia vecchi, generalmente duri, sia di neoformazione originatisi a causa dei venti che hanno accompagnato le ultime nevicate. In tutti i settori si segnala la presenza di neve sahariana depositata dalle precipitazioni sciroccali di due settimane fa, con formazione di croste rossastre sui pendii più esposti al sole, in corrispondenza delle zone erose dal vento. Generalmente lo spessore del manto nevoso risulta inferiore alla media del periodo, in particolare sui settori occidentali e meridionali.

Sui settori nord sono state ancora registrate valanghe spontanee a lastroni di piccola e media grandezza, a tutte le esposizioni, oltre i
2800 metri, mentre sui settori sud vengono segnalati prevalentemente distacchi di piccola dimensione, a lastroni, di superficie e di fondo,
a diverse quote ed esposizioni. Al di sopra dei 2500-2600 metri, sui settori da Alpi Lepontine ad Alpi Graie, le nuove precipitazioni, associate
a venti da nordovest forti in quota, hanno determinato la formazione di nuovi accumuli instabili che possono essere sollecitati già con debole
sovraccarico, localizzati principalmente sui versanti sudest e in prossimità di canaloni, colli, avvallamenti e cambi di pendenza. Sui
restanti settori, oltre i 2500m, la possibilità di provocare il distacco di lastroni è generalmente legata al forte sovraccarico, mentre sui
versanti in ombra può avvenire localmente già con debole sovraccarico. A quote inferiori su tutto l’arco alpino il rischio valanghe è
perlopiù legato alla residua possibilità di distacchi di fondo per umidificazione del manto nevoso.

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