Via ai ‘saldi’. I commercianti torinesi ottimisti dopo un Natale migliore del previsto

saldi_Archiviato un Natale meno negativo del previsto soprattutto grazie agli accessori nell’abbigliamento, sono partiti i saldi invernali, anticipati al 3 gennaio. A Torino e provincia, le previsioni di spesa per nucleo familiare oscillano tra i 180 e i 220 euro: più basse rispetto alla media nazionale anche per effetto della crisi che continua a far sentire i suoi effetti soprattutto nelle periferie. Tra i commercianti, comunque, c’è moderato ottimismo, già registrato nei giorni scorsi con il primo bilancio delle vendite natalizie. E i primi dati sembrano confermare le previsioni positive: +5% e in alcuni casi la crescita arriva fino al 10% rispetto al 2014. Emerge dall’indagine effettuata da Confesercenti durante la prima giornata di saldi. Nel capoluogo piemontese e in provincia, secondo l’indagine telefonica effettuata da Ascom-Confcommercio tra i propri associati, l’attesa è per un incremento delle vendite dal 2 al 5%, con punte fino al 10% soprattutto nel centro storico, complice anchel’arrivo dell’inverno e l’abbassamento delle temperature. ”Il clima di attesa per i saldi fa ben sperare – sottolinea Paolo Bertolini, presidente Associazione Commercianti Torino via Roma – nei giorni scorsi molti torinesi sono entrati nei negozi del centro per informarsi sull’imminente partenza dei saldi, con una discreta crescita di interesse”.
”I dati sembrano volgere al segno più – conferma Francesco Cena, presidente del sindacato abbigliamento dell’Ascom di Torino e provincia – Dopo un Natale abbastanza positivo ci aspettiamo un considerevole incremento delle vendite, con punte, nelle zone commercialmente più forti anche del 10%”.
”Anche quest’anno Natale e le vendite in saldo post festività rappresentano un importante indice di fiducia da parte dei consumatori – rileva Maria Luisa Coppa, presidente di Ascom Confcommercio Torino e provincia – gli indicatori sono quasi tutti al rialzo e ci fanno ben sperare in un segnale di uscita dalla crisi o per lo meno del termine della caduta dei consumi”.
”Se si confermasse con la tenuta dei saldi l’andamento già registrato nei giorni scorsi delle vendite natalizie, potremmo trovarci di fronte ad un piccolo segnale di ripresa”, conclude.