#riciclozero la mappa dell’Italia che brucia: segnalate gli inceneritori in Piemonte vicino a voi

E’ online su www.cittadinireattivi.it#riciclozero la mappa dell’Italia che brucia” il progetto di inchiesta partecipata che si occuperà nei prossimi mesi della gestione dei rifiuti in Italia, partendo dalla reazioni della società civile italiana, a quelle dei comuni e regioni, all’annuncio della costruzione, poi ridimensionata dal Ministro dell’Ambiente Gianluca Galletti, di 12 nuovi inceneritori, oltre i 42 già esistenti in Italia.

#riciclozero la mappa dell’Italia che brucia è un’inchiesta civica partecipata realizzata a partire da un’idea di Rosy Battaglia in collaborazione con i data journalists Riccardo Saporiti e Mara Cinquepalmi, l’art director Antonella Carnicelli, tra i fondatori dell’associazione di promozione sociale Cittadini Reattivi e Federica Mazzei, tirocinante proveniente dal Master in Analisi, prevenzione e contrasto della criminalità organizzata e della corruzione dell’Università di Pisa.

La mappa del progetto di #riciclozero sta raccogliendo i dati sui siti sugli inceneritori attivi, non attivi , non autorizzati, progetti approvati e previsti per dare evidenza a dove si accumulano i veleni possibili.

I cittadini, le associazioni, i sindaci e gli addetti ai lavori che vorranno partecipare all’inchiesta possono registrarsi sulla piattaforma, inviare i propri contributi via email o su tutti i Social Network dove Cittadini Reattivi è presente. Le segnalazioni possono arrivare sia sulla piattaforma di crowdmapping su Twitter usando l’hashatag #riciclozero e #rifiutizero, su Facebook (pagina e gruppo), Google+, Instagram e Youtube, e alla casella di posta elettronica cittadinireattivi[@]gmail.com.

Ecco la mappa aggiornata #riciclozero

Sottolinea Rosy Battaglia ideatrice dell’inchiesta:

L’idea è quella di utilizzare ancora una volta gli strumenti del data e del civic journalism e del reportage al servizio delle comunità che vivono nei territori contaminati e intorno agli impianti di incenerimento.

Una modalità partecipata certo insolita per le inchieste giornalistiche in Italia, ma che per noi è ormai collaudata. Noi lo facciamo alla luce del sole e nel modo più trasparente possibile, come i colleghi di ProPublica dell’altra parte dell’oceano ci insegnano, perchè crediamo fermamente in un giornalismo d’inchiesta nell’interesse pubblico inclusivo e partecipato.

Cercheremo anche di realizzare un servizio per raccogliere le segnalazioni anonime e lanceremo una campagna di crowdfunding per sostenere almeno le spese vive dell’inchiesta. Il nostro obiettivo, un ebook ed un progetto multimediale facilmente consultabile e accessibile a tutti, per mettere in rete denunce ma anche e soprattutto le buone storie dell’Italia che chiede alla vigilia della COP21, una legge per gestire in modo sostenibile i rifiuti nel rispetto di salute e ambiente.

Come potete notare l’articolo riporta la denuncia di Quotidiano Piemontese

E ancora una volta, le segnalazioni che arrivano dai territori, su questa piattaforma, sui nostri canali social e nella nostra casella di posta elettronica, ci raccontano una realtà diversa.C’è chi ha reagito e reagisce ogni giorno all’illegalità, alle inchieste giudiziare archiviate, al traffico illecito di rifiuti. Alla contaminazione dei territori, alla mancanza di indagini epidemiologiche, (ricordiamo fra tutti il caso dell’inceneritore di Vercelli, ora spento. Lo studio pubblicato che vedete riprodotto (grazie a Vittorio Pasteris) è costato la rimozione del responsabile ARPA che ha curato l’indagine), alla mancanza di trasparenza su ciò che entra all’incenerimento e su cosa esce dai camini, sia di impianti obsoleti, (come ACCAM di Busto Arsizio o gli inceneritori di Colleferro), sia di quelli più moderni (come quello di Brescia) dove sono coloro che devono essere controllati, fanno da controllori.



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