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Economia

Nuovo duello in Sala Rossa fra Piero Fassino e Chiara Appendino, Il tema: la nomina di Gastaldo nel cda del Salone del Libro

Redazione Quotidiano Piemontese

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In Sala Rossa durante il question time del Comune di Torino si è concretizzato un nuovo duello verbale fra quelli che tutti pensano saranno i candidati nel 2016 a sedere sulla poltrona di primo cittadino  di Torino: il sindaco  Piero Fassino e Chiara Appendino la candidata in pectore del Movimento 5 Stelle. Il tema del confronto è stato l’interpellanza firmata da Chiara Appendino e Piero Fassino  sulla nomina di Piero Gastaldo nel CdA del Salone del  Libro , che presenta un vizio di forma:  la candidatura del segretario generale della Compagnia di San Paolo a sedere nel Consiglio d’amministrazione del Salone è arrivata fuori dai tempi previsti dal regolamento del Comune, con oltre due mesi di ritardo rispetto alla scadenza del 16 luglio.

Ecco il confronto in Sala Rossa fra Fassino e Appendino

https://www.youtube.com/edit?video_id=tnqm9wl5QGQ&video_referrer=watch

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In sostanza, Fassino afferma che “in  questa città, da quando sono sindaco, le nomine che ho fatto di persona  non sono mai state motivate politicamente”, bensì basate su criteri di competenza e professionalità. Sui tempi della nomina di Gastaldo, Fassino sostiene che le candidature si devono intendere come semplice “manifestazione d’interesse” (niente “bando”, quindi) e che la scadenze non era perentoria perché sul sito del Comune c’è un’apposita “clausola di salvaguardia” che consente di non tenere conto dei termini previsti.

Appendino replica che a lei del sito del Comune poco importa, ciò che conta è il regolamento votato da Consiglio. E dice una cosa molto condivisibile: il sindaco ha il potere di nominare chi vuole senza ricorrere al bando, assumendosi la responsabilità politica della sua scelta; ma allora perché fare dei bandi per poi disattenderli?

Poi Appendino rispolvera un suo classicone, ovvero la storia della strana nomina di Marco Biscione alla direzione del Mao: “Sono un po’ stufa e mi spiace di essere qui per l’ennesima volta a sollecitare sul caso di una nomina dove si fa finta di rispettare una procedura trasparente e poi in realtà non si va fino in fondo… al Mao addirittura avevamo una  commissione esterna, e si è fatto finta che non esistesse una  graduatoria, poi si è nominato uno che non era il primo della  graduatoria dicendo che era il primo: delle cose obbrobriose di cui ci dovremmo vergognare come città”.

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