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Al via il rinnovo dei vertici della Compagnia di San Paolo, perchè tanto interesse?

Redazione ef

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Sta partendo la procedura formale per i nuovi organi di governo della Compagnia di San Paolo, il Consiglio generale, che decide l’indirizzo generale della fondazione, e il Comitato di gestione, che decide l’amministrazione corrente e gli enti e i progetti meritevoli di ricevere i fondi.
Nei prossimi quattro anni, saranno chiamati a far rendere al meglio i 6,7 miliardi di euro di patrimonio, a re-investire i circa 2 miliardi di euro resi liquidi dalla dismissione della quota in Intesa Sanpaolo (come richiesto dalla legge) e a distribuire i 120-130 milioni di euro che la fondazione eroga ogni anno a fondo perduto a enti non profit. Ecco il perchè di tanta attenzione sui media, nelle amministrazioni e nei salotti da parte di tutti i settori della società civile, dalla finanza al sociale, dall’arte al mondo bancario, dagli atenei all’amministrazione locale. Non solo a livello locale, ma anche a livello nazionale, dati gli importi in gioco nel mandato che va a incominciare. La Compagnia di San Paolo è la seconda fondazione dopo Cariplo, tra le 88 esistenti in Italia.
Per garantire un’ampia rappresentanza del territorio, il Consiglio generale è composto da 17 persone designate da diversi enti: due da Comune di Torino e Camera di Commercio di Torino (in entrambi i casi una delle due deve essere donna), una rispettivamente da Regione Piemonte, Comune di Genova, Camera di commercio di Genova e Milano, Unioncamere piemontese, Consiglio regionale del volontariato, Accademia delle Scienze, Accademia dei Lincei, Commissione pari opportunità, European Foundation Centre. Tre consiglieri sono infine cooptati, cioè scelti secondo criteri che garantiscano, come recita lo Statuto della Fondazione, recentemente modificato, “l’equilibrata presenza di specifiche e riconosciute professionalita? nei settori rilevanti” e che promuovano la parità di genere.
Nella prima riunione, il nuovo Consiglio generale verificherà i requisiti di onorabilita? e professionalita? di ciascun Consigliere entrante – un passaggio non scontato che in passato ha presentato sorprese – e in seguito nomina presidente, vicepresidente, componenti del Comitato di gestione e del Collegio dei revisori. Alla prima riunione, il Comitato di Gestione nomina il Segretario generale.
Da notare che i consiglieri che dovessero essere entrare nel Comitato lasciando il “seggio” libero in Consiglio, permettono all’ente che li ha designati di nominare una nuova persona, aumentandone così la rappresentanza o almeno ridisegnandola. Di fatto non si tratta di una rappresentanza vera e propria però: chi amministra un ente filantropico lavora infatti nell’interesse e per il bene della comunità. O almeno dovrebbe…

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