La Regione non prenderà iniziative legali per i danni di immagine e economici di piazza san Carlo

L’assessora alla cultura e al turismo della Regione Piemonte, Antonella Parigi, ha risposto in Consiglio regionale a un’interpellanza del consigliere della Lega Nord, Alessandro Benvenuto, sulle azioni che la Giunta intendesse portare avanti per i possibili danni di immagine ed economici successivi agli incidenti dello scorso 3 giugno.

La Giunta regionale non ha intenzione di operare in alcun modo, attraverso vie legali o istituzionali, in merito alle conseguenze degli avvenimenti di piazza San Carlo per il settore turistico: in primo luogo perché, dal punto di vista dei risultati, al momento non c’è nessuna evidenza di un calo e, anzi, il mese di giugno ha registrato un aumento rispetto al 2016 sia nell’occupazione delle camere alberghiere, sia nei ricavi per gli albergatori. Cosa diversa è la percezione da parte degli stessi imprenditori, per i quali gli incidenti dello scorso giugno hanno provocato un calo della fiducia, come evidenziato dalla ricerca presentata recentemente da Ascom.

Quella delle aziende è una percezione soggettiva, che se da una parte ad oggi non trova riscontro nei dati, dall’altra conferma quanto questa vicenda abbia creato una profonda ferita nella città. Si è trattato infatti di un dramma che ha coinvolto moltissime persone, generando una generale crisi di fiducia, e che proprio per questo non può e non deve essere oggetto di scontro politico. Sulla vicenda e sull’entità dei danni stanno infatti indagando gli organi competenti, e non è nostro compito fare valutazioni. Sta invece alle istituzioni non strumentalizzare questi eventi per il dibattito politico, ma favorire la collaborazione e lavorare per ricreare un clima di fiducia, ed è infatti in questo senso che stiamo operando. Il rischio, altrimenti, è di fare un enorme danno alla nostra città. Sui temi del turismo e del futuro del settore, d’altra parte, il tema del dibatto deve essere, più che i fatti di piazza San Carlo, quello degli investimenti in cultura: non è infatti possibile continuare a ridurre le risorse per un ambito così strategico per le ricadute e l’immagine di Torino, che deve invece vedere tutte le istituzioni impegnate, in particolare in questa fase.



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