Anche a Torino la campagna contro le coppie gay con figli, Appendino: ” Continuerò a registrarle”

L’immagine è eloquente: due ragazzi (genitore 1 e genitore 2) che spingono un carrello della spesa con all’interno un bambino che piange; “marchiato” con un codice a barre. Come se fosse un prodotto. A lato il testo: “Due uomini non fanno una madre”.

Sono comparsi anche a Torino (insieme a Milano, Napoli e Roma) i manifesti della campagna “#Stoputeroinaffitto”, lanciata dalle associazioni Pro vita e Generazione famiglia. Bersaglio? Le famiglie arcobaleno. E in particolare chi si è schierato a loro favore riconoscendo i figli delle coppie gay.

In primis la sindaca di Torino, Chiara Appendino

Nel post pubblicato su Facebook scrive ProVita Onlus: “Caro Sindaco Chiara Appendino, “Due uomini non fanno una madre”.Stop trascrizioni, i bambini non sono un prodotto.
#StopUteroInAffitto”.

“La campagna – scrivono Pro Vita e Generazione Famiglia – è una risposta decisa a tutti quei giudici e sindaci (in particolare Virginia Raggi a Roma, Chiara Appendino a Torino, Beppe Sala a Milano e Luigi De Magistris a Napoli) che, violando la legge e il supremo interesse del bambino, hanno disposto la trascrizione o l’iscrizione di atti di nascita di bambini come ‘figli’ di due madri o di due padri. A novembre toccherà alla Cassazione pronunciarsi proprio su una trascrizione avvenuta a Trento in favore di una coppia di uomini che aveva fatto ricorso all’utero in affitto in Canada”.

“La nostra iniziativa – dichiara Toni Brandi, presidente di Pro Vita – intende sottolineare ciò che non si dice e non si fa vedere dell’utero in affitto, perché noi siamo dalla parte dei più deboli, i bambini, ma anche per la salute delle donne, trattate come schiave e ignare dei rischi per la salute a cui si espongono”. L’altro promotore del Family Day, Jacopo Coghe di Generazione Famiglia, ricorda che “l’utero in affitto è vietato in Italia e i bambini non si comprano perché sono soggetti di diritto e non oggetti. Con l’utero in affitto la dignità delle donne viene calpestata per accontentare l’egoismo dei ricchi committenti. Dall’immagine si vede bene cosa manca a questo bambino: la mamma”.

La prima cittadina però incassa il colpo e risponde che tirerà dritto per la sua strada: “Ma due persone che si amano fanno una famiglia.  Continuerò le trascrizioni e non smetterò di dare la possibilità a questo amore di realizzarsi.Un abbraccio anche a voi, ProVita Onlus 

Sull’argomento è intervenuta anche Monica Cerutti, assessora regionale ai Diritti Civili: “Troviamo questa campagna dei Pro Vita antistorica – afferma -.  Nella realtà di tutti i giorni non c’è una sola famiglia ma tante di diverso tipo. Questo continuiamo a sostenere anche attraverso le nostre politiche. Il riconoscimento delle famiglie con due padri o due madri non toglie nulla alle famiglie tradizionali. Tutti hanno il diritto di essere felici”.

Generazione Famiglia ha già presentato in giugno esposti alle procure della Repubblica presso i tribunali di Milano, Torino, Firenze, Bologna e Pesaro “contro le iscrizioni anagrafiche di bambini come figli di ‘due madri’ e ‘due padri’ compiute con intento politico e ideologico dai relativi sindaci”.



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