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La regione darà una mano a chi è in difficoltà con il mutuo della prima casa

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È stata approvata oggi all’unanimità in consiglio regionale la proposta di legge “Disposizioni in materia di sostegno ai mutui destinati alla prima casa” del capogruppo di LeU, Marco Grimaldi. Questa legge è a favore di chi, per una sopravvenuta difficoltà economica, non può più pagare il mutuo della prima casa, che però non deve essere classificata come abitazione di lusso. Saranno erogati 6 mesi di rate per ciascun mutuatario, per un totale di 1,7 milioni di euro per il bando del 2019 e 2 milioni di euro per quello del 2020. Ad occuparsene saranno le “Agenzie sociali per la locazione”, che già svolgono il compito di assistere le famiglie che sottoscrivono un contratto di affitto a canone calmierato.

I dati nazionali non sono per niente confortanti: secondo l’Istat, ben 240 mila famiglie si sono trovate in arretrato con il pagamento del mutuo, e almeno altre 321 mila, per evitare di saltare la rata, sono state insolventi nel pagamento delle bollette. Il 5,4% delle famiglie italiane è indietro con le rate del mutuo, il dato più alto dal 2004.
Adusbef e Federconsumatori hanno calcolato che negli anni della crisi, i pignoramenti sono triplicati: ben 110 mila famiglie si sono viste sottrarre la casa (+162%), l’equivalente della popolazione di città come Ancona o Bolzano.

Secondo Il Sole 24 Ore, nel 2015 sono andati all’asta giudiziaria più di 225.000 immobili, 267.323 nel 2016 e 234.340 nel 2017. Si stima che nel giro di cinque anni saranno più di 1.600.000 quelli che verranno sottoposti a pignoramento.

“Con questa legge vogliamo intervenire su una condizione allarmante per migliaia di persone, che perdono la propria casa poiché non riescono a fronteggiare i debiti contratti con le banche” – dichiara Grimaldi. – “Sappiamo bene che oggi l’acquisto della prima casa è un rischio enorme soprattutto per le persone, colpite da precarietà, “lavori poveri” e disoccupazione. E sappiamo che la crisi del tessuto produttivo in Piemonte, nei casi di cessata attività ha lasciato molti lavoratori senza alcun ammortizzatore sociale: si pensi ai dipendenti Comital, rimasti privi di stipendio e di cassa integrazione per mesi. Per questo sono orgoglioso che, nell’ultima settimana di legislatura, sia stata approvata una proposta che incontra un bisogno reale di tanti e tante”.

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