Torino, neonato con braccia e gambe fratturate: a processo i genitori

È iniziato a due mesi e mezzo: un neonato è stato portato al pronto soccorso del Regina Margherita deperito. “Non mangia e vomita” dicono i genitori. I medici dall’esame della fontanella e della circonferenza cranica scoprono un ematoma subdurale e quindi il bimbo viene immediatamente operato. Dopo il ricovero e le visite di controllo a quattro mesi è guarito, ma passano tre giorni ed è di nuovo in pronto soccorso: non muove un braccio. La radiografia mostra fratture a tutti e quattro gli arti ed esclusi con esami cause metaboliche o genetiche, rimane l’ipotesi traumatica.

Partono le indagini e il neonato viene tolto dai genitori e affidato ai nonni paterni. In tribunale il pm Marco Sanini ricostruisce le cause delle lesioni: maltrattamenti ripetuti, forse degli strattonamenti. I genitori, assistiti dagli avvocati Antonio Mencobello e Vincenzo Ficosi si difendono dicendo che se le lesioni sono di origine traumatica non sono state intenzionali. La madre racconta di massaggi, che però non sono compatibili con le fratture riscontrate dai medici, presenti in aula ieri per le deposizioni. Sono stati sentiti anche professionisti per le consulenze di parte, ma è probabile che il giudice nomini un perito d’ufficio.



In questo articolo: