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Il presidente del Consiglio Giuseppe Conte dice sì alla TAV Torino-Lione

Redazione Quotidiano Piemontese

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Il premier Giuseppe Conte con una diretta Facebook ha manifestato il parere favorevole del Governo Italiano alla costruzione del progetto dell’Alta Velocità Torino-Lione sostenendo tra l’altro che non realizzare il TAV costerebbe molto più che completarlo.

Le parole di Conte

Buon pomeriggio a tutti. Ho un importante aggiornamento da darvi in merito al progetto dell’Alta Velocità Torino-Lione. Sapete qual è sempre stata la mia posizione. Il 7 marzo scorso, pubblicamente, con la trasparenza che si deve a tutti i cittadini e che contraddistingue il mio operato, ho illustrato questa posizione nel corso di una conferenza stampa.

In quell’occasione vi ho fornito un quadro chiaro, dettagliato, di tutti gli aspetti relativi alla decisione di realizzare o meno l’opera, alla luce dell’analisi costi-benefici che è stata acquisita dal Governo, e vi ho anche illustrato il metodo che avevo seguito per arrivare alla decisione finale.

Voglio ricordare qualche passaggio di quella conferenza stampa perché quello che dissi in quell’occasione vale ancora oggi, consapevole del fatto di rappresentare al governo due forze politiche che sul punto di questa infrastruttura hanno assunto ed esprimono una valutazione totalmente, diametralmente opposta.

Affermai di avere sempre affrontato questo progetto con estremo senso di responsabilità, senza alcun pregiudizio, con il massimo equilibrio. Mi ero e mi sarei lasciato guidare sempre e soltanto dall’obiettivo di tutelare gli interessi dei cittadini, i nostri interessi nazionali.

In gioco, lo ricordo, ci sono tanti soldi e questi soldi sono vostri, dei cittadini italiani, vanno gestiti con la massima attenzione come farebbe, se mi permettete, un padre di famiglia che deve far quadrare i conti e deve porsi il problema di impiegare al meglio le risorse finanziarie disponibili.

Dopo avere studiato il dossier, dopo aver attentamente vagliato l’analisi costi-benefici, il mio proponimento è stato di trovare una soluzione alternativa al progetto TAV, una infrastruttura – lo ricordo – concepita decenni fa e destinata ad essere realizzata fra qualche lustro.

Nella conferenza stampa del 7 marzo ho espresso una posizione chiara, che ha fatto molto discutere. Ho detto che se fossi chiamato oggi a dare l’avvio di questo progetto lo indirizzerei in maniera diversa e tenterei quindi di impiegare in modo più utile, più funzionale nell’interesse del nostro Paese, le relative risorse finanziarie.

Questo giudizio, voglio e tengo a precisarlo, non è il frutto di un capriccio personale ma appunto di un attento e scrupoloso studio del relativo dossier.

Conclusi quella conferenza dichiarando che, alla luce dell’impegno contenuto nel contratto di governo e degli elementi di valutazione nel frattempo acquisiti, mi sarei impegnato al massimo soprattutto con la Francia, che è il nostro partner nella realizzazione di questa infrastruttura, ma anche con l’Europa per pervenire a una modalità alternativa che ci consentisse appunto di mantener fede al contratto cioè operare una revisione del progetto.

Vi posso assicurare che con il Presidente Macron ho molto insistito su questo punto e in questa direzione, rappresentando questa posizione, richiamando le conclusioni, più volte, della nostra analisi costi-benefici.

Nel frattempo però sono intervenuti – stiamo parlando di un arco di 4 mesi – dei fatti nuovi. Elementi di cui dobbiamo tener conto nella risposta che venerdì il Governo dovrà dare all’Inea, l’Agenzia europea per le infrastrutture e per le reti, per evitare la perdita dei finanziamenti europei.

L’Europa infatti – ed è questo il primo elemento nuovo di cui tenere conto – si è detta disponibile ad aumentare il finanziamento della tratta transfrontaliera dal 40% al 55%. Questo ridurrebbe lo stanziamento di fondi che l’Italia deve destinare al progetto TAV, con un notevole risparmio.

Secondo elemento: per quanto riguarda invece la TRATTA NAZIONALE, che impiega molte risorse nell’ordine di 1 miliardi e 700 milioni circa, l’Italia potrebbe beneficiare di un contributo dalla Commissione europea pari al 50%, come preannunciato. E anche qui saremmo di fronte a un sostanzioso risparmio.

Ulteriori finanziamenti europei, ricordo, saranno disponibili grazie all’impegno del Ministro Toninelli e per questo lavoro che lui ha compiuto lo devo ringraziare pubblicamente.

Terzo elemento, quello forse più rilevante: la Francia si è già espressa per la conferma della realizzazione di quest’opera. Infatti, l’Assemblea nazionale francese ha approvato il 18 giugno 2019 la legge sulla mobilità con la quale sono stati confermati gli impegni della Francia alla realizzazione del TAV. Lo stesso mi aveva anticipato il Presidente Macron.

Ne consegue che se volessimo bloccare l’opera o intraprendere la via di ogni altro progetto alternativo non lo potremmo fare condividendo la decisione con la Francia.

Per bloccare l’opera, quindi, non potremmo confidare su quello che tecnicamente si definisce “un mutuo dissenso” degli altri protagonisti la Francia e la stessa Europa. A queste condizioni solo il Parlamento potrebbe adottare una decisione unilaterale viste anche le leggi di ratifica adottate dal Parlamento su questo punto.

La decisione di non realizzare l’opera comporterebbe non solo, attenzione, la perdita dei finanziamenti europei ma ci esporrebbe a tutti i costi derivanti dalla rottura dell’attuale accordo con la Francia. Queste decisioni e le relative leggi sono state approvate, tengo a precisarlo, prima dell’arrivo di questo Governo.

Il dato nuovo con cui oggi dobbiamo fare i conti è che l’impatto finanziario per l’Italia è destinato quindi a cambiare dopo l’ulteriore apporto della Commissione europea per la realizzazione dell’opera.

I costi, inoltre, potrebbero ulteriormente ridursi in seguito a una interlocuzione con la Francia in ordine al riparto delle nuove quote di finanziamento della tratta transfrontaliera.

Su questo punto il Governo italiano ed io personalmente siamo impegnati con la massima determinazione anche se, allo stato, questo nuovo riparto non sarebbe ancora garantito e non lo posso quindi, allo stato, garantire.

Voglio precisarlo con la massima chiarezza: i fondi europei sono assicurati solo per la realizzazione del TAV e quindi non potremmo farne un impiego alternativo.

Alla luce di questi nuovi finanziamenti comunitari non realizzare il TAV costerebbe molto più che completarlo. E dico questo pensando all’interesse nazionale che è l’unica ed esclusiva stella polare che guida e sempre guiderà l’azione di questo governo. Questa è la posizione del Governo ferma restando la piena sovranità, la piena autonomia del Parlamento.

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