Prodotti made in Piemonte nelle mense scolastiche, la proposta di Coldiretti

La proposta giunge per favorire l’economia del settore alimentare piemontese e per garantire cibo di qualità nelle mense dei bambini.

Ogni anno le mense scolastiche del Piemonte offrono 105 milioni di pasti per 400 milioni di fatturato. Cifre che potrebbero essere al contempo un sostegno economico all’agricoltura, alla pastorizia e all’allevamento della regione e dare maggior qualità alle mense scolastiche, spesso valutate negativamente da studenti e genitori.

“La possibilità di inserire il meglio delle produzioni Made in Piemonte nelle mense scolastiche ed ospedaliere deve essere una priorità – commentano Roberto Moncalvo presidente di Coldiretti Piemonte e Bruno Rivarossa Delegato Confederale – come abbiamo fatto presente durante il colloquio con il presidente Cirio, lo scorso 11 dicembre, in occasione della grande manifestazione Bôgia Piemunt: il tuo futuro siamo noi! ed inserito nel documento che gli abbiamo esposto. Proprio su questo tema, Cirio ha preso un chiaro impegno, chiedendo la nostra collaborazione, per poter offrire ad adulti e bambini cibo genuino e di certa provenienza in tutto il Piemonte”.

Moncalvo e Rivarossa continuano sottolineando la qualità dei prodotti piemontesi: “La nostra regione annovera una vasta gamma di produzioni che rappresentano il meglio della nostra agricoltura e la identificano non solo a livello nazionale, ma anche oltre ai confini europei: dal riso all’ortofrutta, fino alla carne di cui la razza Piemontese vanta l’Igp del Vitellone con una filiera che impiega annualmente oltre 15 mila addetti per un fatturato che, per il solo allevamento, vale oltre 500 milioni di Euro e per l’intera filiera, comprendente la logistica, il trasporto, la mangimistica, la macellazione ed il sezionamento, raggiunge il miliardo e 30 milioni di Euro. Tutti prodotti che possono essere inseriti nelle forniture alle mense con la logica, oltretutto, dello spreco zero, utilizzando, ad esempio, tutti i tagli di carne, la frutta e la verdura secondo il pieno rispetto della stagionalità”.