Ipnosi come analgesico durante un intervento di ablazione della fibrillazione atriale

Quello di Savona, all’ospedale San Paolo, è il primo caso di ablazione della fibrillazione atriale che si è avvalso dell’ipnosi come metodologia analgesica. A eseguire questa ancora poco conosciuta pratica è Luca Bacino, formato all’Istituto Franco Granone di Torino, Centro Italiano di Ipnosi Clinico Sperimentale (Ciics), dopo una collaborazione con il centro di Aritmologia dell’Ospedale Cardinal Massaia di Asti.

L’ablazione della fibrillazione atriale, una patologia che altera il ritmo cardiaco, è un’operazione delicata che può durare anche tre ore e per questo sono necessarie anestesie e analgesie sia locali che sistemiche, che generalmente vengono effettuate con l’ausilio dei farmaci. “Grazie all’ipnosi durante l’intervento è possibile ridurre drasticamente l’utilizzo di farmaci anestetici e analgesici e rendere la procedura ancor più tollerata – dichiara Bacino – L’ipnosi clinica è ancora oggi poco conosciuta e poco applicata in campo medico e in particolar modo durante le procedure interventistiche cardiologiche a scopo analgesico, ma le sue potenzialità sono straordinarie, in quanto si può ridurre al minimo l’utilizzo dei convenzionali farmaci e inoltre la procedura è resa molto più tollerabile.”