Grattacielo Regione Piemonte, due dirigenti condannati in Appello per i lavori

Un anno e sei mesi di reclusione. E’ la condanna in Appello per il direttore lavori e il responsabile del procedimento per la costruzione del grattacielo che a Torino ospiterà gli uffici della Regione Piemonte.

Il reato è stato modificato da corruzione a favoreggiamento. L’accusa è di aver modificato l’originale progetto dell’architetto Fuskas così da favorire alcune aziende.

“Le due condanne in appello nei confronti di ex dipendenti della Regione Piemonte, per la vicenda del grattacielo, rappresentano un fatto grave che arreca un danno d’immagine per l’intero ente ed a tutti i dipendenti regionali che svolgono correttamente il proprio lavoro”, dichiarano i consiglieri regionali piemontesi del Movimento 5 Stelle.

“Arrivati a questo punto – continuano –  è necessario un confronto con la Giunta per mettere a fuoco i troppi nodi ancora irrisolti. Pensiamo sia doveroso, da parte dell’esecutivo, un chiarimento in Consiglio regionale in ordine alle condizioni attuali della sede unica, alla data prevista per il trasferimento del personale regionale ed alla destinazione dei risarcimenti ottenuti dalla Regione Piemonte nel corso del procedimento. Nella seduta di domani del Consiglio regionale chiederemo che la Giunta riferisca in aula.

Il grattacielo della Regione Piemonte rappresenta, senza dubbio, il più grande fallimento della vecchia politica, da sinistra a destra, nessuno escluso. Quel cantiere ancora non concluso è un danno d’immagine non indifferente per la nostra comunità”.