Qualcosa di magico, intervista con Elena Genero Santoro

Abbiamo già incontrato Patrick e Futura, i protagonisti della saga di Elena Genero Santoro, in diverse occasioni. Sono una coppia giovane che, partendo da Torino e dal Piemonte, è diventata cosmopolita, ha vissuto a Londra e Barcellona, ha amici un po’ in ogni angolo del mondo, ma mantiene salde le sue radici sul territorio.

In Qualcosa di magico, Policromia, li troviamo nella casa di Imperia, come sempre circondati da amici e parenti, impegnati ad elaborare un lutto e a gestire la figlia piccola. Intorno a loro le difficoltà da affrntare sono varie per genere e gravità. Come sempre trovate qui la recensione completa del libro.

Elena Genero Santoro, nuova tappa nella vita di Futura e Patrick e come sempre il libro è la scusa buona per toccare temi vari e spesso forti. Partiamo dalla difficile elaborazione del lutto di Futura…

Futura è stata travolta da un’onda anomala: ha perso il padre nel capitolo precedente (L’ultima risata) e adesso deve smaltire il lutto e ricostruire una normalità dopo che tutti gli equilibri sono andati in frantumi. Per questo in “Qualcosa di magico” la mando un po’ in vacanza, al mare, dove il marito Patrick giocherà ogni carta per cercare di farla stare meglio e, in certi momenti, farà i conti con la frustrazione, perché Futura, nella sua bolla, sembrerà nemmeno accorgersi di lui. Ma nonostante il clima vacanziero i nostri sposini avranno le loro piccole disavventure e, come spesso avviene, faranno i conti con degli ospiti che mineranno la loro tranquillità!

Mac è invece alle prese con un giovanissima e viziatissima attrice. Qui il tema mi sembra quello del genitore che ribalta sul figlio i propri sogni, ditruggendogli di fatto la vita…

Mac, attore di Hollywood con carriera in ascesa, ha qualche piccolo problema con la paternità: ha messo incinte ben due donne – la ex moglie Johanna e Luisa, una cameriera di Roma con cui ha avuto il flirt di una notte, a una settimana di distanza. Ma a mandarlo in crisi non è tanto questa insolita situazione, che tutto sommato lo esalta, quanto la presenza sul set della commedia romantica che sta girando di Taylor, un’attrice dodicenne viziata e nevrastenica, che lo stuzzicherà in ogni modo. Mac risponderà con altrettanti dispetti, mettendosi sul piano della ragazzina. Ma per uno come Mac che non vorrebbe mai crescere, c’è una come Taylor che ha dovuto crescere fin troppo in fretta, che non vive con naturalezza la sua adolescenza, che lavora a ritmo serrato e non può neppure mangiare quello che vuole per essere sempre impeccabile sotto i riflettori. In questo filone narrativo, dove non manca l’ironia, mi domando quanto sia giusto sottoporre i figli a sacrifici e privazioni in nome del successo, quando, oltretutto, non sono pochi i casi di quelli che una volta cresciuti, hanno preso le distanze dal mondo dello spettacolo e magari hanno tentato di recuperare una gioventù mai vissuta.

Tra i temi più tosti che vai a toccare l’anoressia è forse anche il più difficile da raccontare in modo efficace. Come l’hai affrontato?

Questa è la parte più autobiografica del romanzo. Viola, la ragazza di Iago, ha un rapporto problematico con il cibo. L’ho avuto anch’io, alla sua età, a metà dell’università, anche se con risvolti meno drammatici. Per raccontare questa storia sono tornata indietro nel tempo, ho rispolverato i miei diari, quelli in cui annotavo tutte le calorie ingurgitate, in cui calcolavo l’apporto nutrizionale di tutti i piatti, in cui persino concedermi un plumcake a merenda diventava un problema. Quando mangiare non è più un fatto naturale o conviviale ma diventa un’ossessione (per sé e per la propria famiglia); quando una dieta iniziata per sentirsi più carine sfugge di mano e diventa sempre più stringente e vincolante… ecco, allora c’è un problema e sul cibo viene riversata un’insoddisfazione che ha altre radici.

Poi troviamo un amore lesbico, su cui Futura si trova spiazzata, non sapendo che consigli dare ad Hannah… ma si rende ben presto conto che differenze non ce ne sono…

Hannah è la tipica bella ragazza che il maschio etero medio (come Iago) non si rassegna a riconoscere come lesbica. Invece ad Hannah piacciono solo le donne e per loro prova le stesse identiche passioni e pulsioni, le stesse insicurezze, lo stesso bisogno di conferme che una ragazza etero proverebbe per un ragazzo. L’amore è amore.

E ancora un amore che nasce per telefono. Ci si può innamorare di un voce?

Probabilmente sì, così come molti amori nascono online. E come tutti gli amori a volte funzionano, a volte no. Nel caso del libro, Mac è incantato dalla voce di Connie, dalla sua dolcezza, ma anche dalla flemma con cui Connie gli risolve ogni problema. Di sicuro al telefono o online si può avere solo una visione parziale della persona che si sta conoscendo. Bisogna vedere se i pregi che emergono al telefono da soli possono compensare i difetti che a distanza non è possibile scorgere.

Se dovessi raccogliere tutti questi temi (e ce ne sono diversi altri) in un messaggio unico quale sarebbe?

Che la soluzione a problemi complicati a volte è semplice e spesso risiede nella magia delle piccole cose.

A che punto è la vita di Futura e Patrick?

A livello cronologico la storia di Futura e Patrick si ferma, per ora, alle vicende di Claire nella tempesta, legate all’attentato di Nizza del 2016. Ma ci sono ancora due capitoli inediti, temporalmente precedenti.



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