Coinvolte persone dell’Università di Torino nell’indagine per turbativa e falso ideologico. Di Perri: “Totalmente estraneo alle accuse”

C’è anche il personale dell’Università di Torino, insieme a quello di Milano, Pavia, Roma e Palermo nell’indagine del pm Luigi Furno e dell’aggiunto Eugenio Fusco. Coinvolte 33 persone di cui 24 docenti a cui sono stati perquisiti abitazioni e uffici dai carabinieri del Nas di Milano che hanno acquisito documenti e materiale utile agli accertamenti, tra cui la copia forense di mail e chat su computer e cellulari degli indagati.

L’indagine riguarda le irregolarità nella gestione delle iscrizioni a numero chiuso delle facoltà di medicina e assunzione di docenti e anche di assistenti e dirigenti ospedalieri. Le accuse mosse nei loro confronti sono di turbativa libertà degli incanti e falso ideologico. Ipotizzate anche associazione a delinquere, corruzione e abuso d’ufficio.

Tra gli indagati spuntano nomi noti della medicina tra i quali si pone l’infettivologo dell’ospedale Amedeo di Savoia di Torino Giovanni Di Perri e i suoi colleghi, il milanese Massimo Galli e il romano Massimo Andreoni, Quest’ultimo fu componente della commissione giudicatrice del concorso bandito nel luglio 2020 per un professore di seconda fascia all’Università di Torino.

“Sono totalmente estraneo alle accuse – ha detto l’infettivologo torinese – Non si trattava di una selezione tra una rosa di nomi, ma di una valutazione su un singolo candidato che aveva lavorato a lungo in dipartimento come ricercatore e che aveva un profilo altissimo ed era assolutamente meritevole”.

E continua: “Io non ho fatto parte della commissione. Avrei anche potuto chiederlo, ma ho preferito restare fuori. Ero solo sede ospitante, per cui mi sono fatto carico delle pratiche burocratiche necessarie per questo passaggio che ha procedure molto standardizzate: il 90% dei dati relativi al candidato e degli elementi per valutarlo, incluso l’elenco delle pubblicazioni, lo fornisce l’università”.