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Economia

Exor paga 746 milioni di euro per chiudere un contenzioso fiscale relativo alla ridomiciliazione in Olanda

Redazione Quotidiano Piemontese

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Exor, la holding della famiglia Agnelli, ha raggiunto un accordo con l’Agenzia delle Entrate che la costringerà a pagare 746 milioni di euro per chiudere un contenzioso fiscale relativo alla ridomiciliazione in Olanda del 2016.

Nel 2016 Exor ha deciso di ridomiciliarsi in Olanda perché olandese era già la residenza di molte delle società controllate, come Cnh Industrial, Fiat-Fca e Ferrari. Una scelta dovuta all’esigenza dii armonizzazione dei sistemi di governance e di regole del diritto societario, non di convenienza fiscale: il trattamento fiscale sulle plusvalenze è praticamente uguale in Italia e in Olanda. Per evitare un lungo e costoso contenzioso tributario, Exor ha scelto di sottoscrivere l’accordo e di pagare quanto pattuito, pur rimanendo del tutto convinta di aver agito correttamente e rivendicando di non aver violato alcuna norma in tema di Exit Tax.

A confermare questa interpretazione – fa notare Exor – c’è il fatto che l’Agenzia delle Entrate non ha comminato alcuna sanzione a fronte della contestazione sollevata: l’ammontare pagato dalle due società per l’Exit Tax corrisponde solo al ricalcolo del maggiore imponibile e ai relativi interessi. La Exit Tax è a tutti gli effetti una imposta “una-tantum” e non si ripeterà: ora Exor è regolata da sistemi legali e tributari olandesi, stabili e privi di zone grigie interpretative, e non esistono ulteriori pendenze fiscali in Italia. La cifra pagata da Exor corrisponde a circa il 2,5% del suo valore circa 30 miliardi di euro.

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