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Approvato a maggioranza il Piano energetico ambientale regionale (Pear)

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Il Consiglio regionale ha approvato a maggioranza il Piano energetico ambientale regionale (Pear). La proposta di deliberazione, presentata in Aula nella seduta del 2 marzo dall’assessore Matteo Marnati, ha due obiettivi: orientare le politiche regionali in ossequio al Piano nazionale integrato per l’energia e il clima; sostenere e promuovere un’intera filiera industriale di ricerca.

Tra le fonti, i tre assi principali sono: il rafforzamento della filiera corta della biomassa; spingere sul settore idroelettrico; promuovere l’energia solare. Sarà, comunque, dato spazio anche per la produzione da energia eolica e lo sfruttamento del biogas.

Il Pear ha come scopo, quindi, la riduzione dei consumi di energia del 30% entro il 2030 e portare la quota da fonti rinnovabili al 50%, solo elettriche, rispetto all’obiettivo 2030 vogliamo ridurre del 30% il consumo di energia e portare al 50% le rinnovabili, solo elettriche, rispetto all’obiettivo totale del 27,6 %.

In generale i quattro settori principali sono: le fonti rinnovabili; l’efficienza energetica principalmente agendo sugli edifici civili e sui trasporti; le reti e la generazione distribuita; il potenziamento della green economy.

Rispetto all’obiettivo posto dal Governo di avere almeno un 15% di produzione da energie rinnovabili nell’anno 2020, Il Piemonte ha già raggiunto il 18%.

“Mai come in questo momento storico, segnato ormai da tempo dalla crisi climatica, poi dalla pandemia ed ora dal conflitto in atto alle porte dell’Europa con le conseguenze che potrebbe avere sull’approvvigionamento di gas, il Piano Energetico Ambientale Regionale assume una valenza non solo di estrema attualità ma anche strategica – commenta l’assessore all’Ambiente ed Energia, Matteo Marnati – Siamo all’inizio di una tempesta purtroppo perfetta e c’è il rischio di lockdown produttivi se non si invertirà il trend.

Il valore di questo piano energetico è che, oltre a permetterci di approvare una tappa fondamentale per dotare il nostro territorio di uno strumento di pianificazione in ambito energetico e ambientale, i cui indirizzi ci porteranno a raggiungere e, forse, a superare gli obiettivi discendenti dal cosiddetto Pacchetto Energia pulita in un’ottica di sostenibilità ambientale, competitività e sviluppo durevole ma anche, potenziando energia e calore da fonti energetiche rinnovabili come sole, acqua, biomassa, vento, rendere il Piemonte meno dipendente dall’approvvigionamento di gas e petrolio.

È necessario potenziare la filiera corta della biomassa, del settore idroelettrico e tutte le fonti rinnovabili possibili di energia da realizzare in Piemonte. Dobbiamo fare il massimo per renderci il più possibile autonomi per salvaguardare la produzione industriale e l’uso elettrico civile”.

La votazione finale si è svolta dopo che sono stati respinti tutti gli atti d’indirizzo collegati presentati da Marco Grimaldi (Luv).

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