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Cronaca

Sentenza di morte presunta per il ragazzo di Collegno scomparso a 19 anni nel 2005

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Il Tribunale di Torino ha emesso nella giornata di giovedì 10 novembre la sentenza di presunta morte per Fabrizio Catalano, il ragazzo di Collegno scomparso 17 anni fa, nel luglio 2005, ad Assisi quando aveva 19 anni.

“È un atto dovuto che provoca una grande sofferenza, ma non mette la parola fine – commenta Caterina Migliazza, mamma di Fabrizio – In me non tramonta, infatti, la speranza che ci possa essere un ‘domani’ in cui Fabrizio fa ritorno a casa. Quel giorno insieme a Fabrizio cancelleremo, in un colpo solo, anni di grande dolore e ora pure una sentenza che quel dolore ha così tanto riacutizzato. Confidiamo davvero di rivedere presto Fabrizio, anche perché adesso c’è un motivo in più per il suo ritorno: c’è una nipotina che vuole conoscerlo… e insieme scriveremo il finale tanto atteso alla Storia di una madre per un figlio scomparso”.

La sentenza del Tribunale di Torino non ha affatto colto di sorpresa Caterina Migliazza e l’Associazione “Cercando Fabrizio e…”, ma è arrivata in concomitanza con la stampa delle antologie dell’ottava edizione del concorso letterario indetto proprio per ricordare e raccontare a parlare con Fabrizio. Un periodo dell’anno che coincide tra l’altro anche con i festeggiamenti per il compleanno di Fabrizio. L’edizione del concorso quest’anno è intitolata “Caro Fabrizio, ti racconto e se domani”; la serata di premiazione, con partecipanti e invitati da tutta Italia, sarà sabato 3 dicembre 2022 alle ore 16.30 al Teatro Arpino, a Collegno (Via Bussoleno, 50).

Caterina Migliazza parlando del concorso e della forza terapeutica della scrittura ha così spiegato: “Scrivere e raccontare permette di combattere concretamente l’oblio e l’indifferenza, due tra i più grandi nemici di chi si trova implicato in un dramma come il non sapere cosa sia successo a una persona cara e amata. Il senso ultimo di questo evento è proprio quello di portare conforto e speranza. Per me sono 17 anni senza Fabrizio e non avrei mai pensato di sopravvivere tanto a lungo a un simile dolore: leggere, però, della sua presenza nei racconti dei partecipanti è un balsamo per il cuore. Sentire così forte la speranza di molti per un uso possibile ritorno rende tutto più dolce ed è un dono per me inestimabile”. Continua sempre Migliazza: “In tutti questi anni, racconto dopo racconto, storia dopo storia, ho capito davvero quanto scrivere possa essere un gesto potente. Mette in comunicazione a più livelli, non solo persone diverse tra loro, ma anche se stessi. Scrivere è un atto terapeutico, cura le ferite, aiuta a creare empatia e solidarietà”. Durante la serata di premiazione il 3 dicembre è previsto anche un momento informativo in cui verranno presentati gli ultimi dati pubblicati dal Ministero dell’Interno sul fenomeno delle persone scomparse. Così sempre la presidente di Cercando Fabrizio e…: “Vogliamo informare e sensibilizzare sul dramma delle scomparse, raccontando quali possono essere azioni e strategie di supporto in quei terribili casi”.

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