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Cronaca

Dopo l’irruzione della digos al presidio di San Didero, i NoTav della Val Susa violano i sigilli e si preparano alla marcia dell’8 dicembre

San Didero e Mulini sono considerati centri logistici di azioni sovversive, ma i NoTav non ci stanno e si preparano alla marcia

Sandro Marotta

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SUSA – Gli attivisti del movimento No Tav hanno strappato le recinzioni del presidio di San Didero, costruite pochi giorni fa dalla Digos a seguito del sequestro della zona.

Perché è stato sottoposto a sequestro?

Il presidio di San Didero è ritenuto dalla Questura la base logistica del movimento, la zona in cui gli attivisti organizzano gli attacchi ai cantieri Telt e alla polizia che difende le zone dei lavori. Oltre a quello di San Didero, la polizia ha messo i sigilli anche sulle strutture dei Mulini.

L’annuncio della marcia dell’8 dicembre

Il movimento ha annunciato che questa azione non ha generato intimidazione, “ma soltanto la dignità di un movimento longevo e popolare che non si fermerà, già con il pensiero rivolto alle prossime giornate dell’8 dicembre!”.

L’8 dicembre infatti si celebra la storica “battaglia della piana di Venaus”: nel 2005 gli attivisti si scontrarono con la polizia, cercando di impedire l’inaugurazione del cantiere che avrebbe dovuto congiungere Italia e Francia. Per l’occasione si percorrerà, come da tradizione, il tratto Susa-Venaus lungo la strada statale.

 

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