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“L’Aquilone del Mauriziano”: 250.000€ all’ospedale di Torino per la realizzazione di un asilo nido aziendale

I fondi ottenuti grazie al Bando promosso dalla Regione Piemonte

Elena Prato

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TORINO – L’ospedale Mauriziano di Torino ha vinto il Bando, promosso dalla Regione, per la realizzazione di un intervento di “Attivazione di servizi per la prima infanzia nelle aziende sanitarie piemontesi”. Grazie al progetto “L’Aquilone del Mauriziano: un servizio per i piccoli dedicato anche ai grandi”, l’ospedale ottiene fondi per un valore totale di €250.000.

 

I fondi saranno utilizzati per attivare, all’interno dell’azienda ospedaliera, un asilo nido, con l’obiettivo non solo di permettere ai dipendenti di conciliare al meglio la vita lavorativa con quella familiare, ma anche di promuovere l’occupazione delle donne nel mercato del lavoro, ridurre le disparità di genere ed incoraggiare politiche e misure di welfare aziendale che migliorino le condizioni di lavoro e la qualità della vita dei dipendenti.

 

In quali punti si articola il progetto “L’Aquilone del Mauriziano”?

1) la realizzazione di un servizio per la prima infanzia per i figli dei dipendenti, che sarà affiancata dalla disponibilità di un servizio protetto per i figli delle donne con patologia cronica (prevalentemente oncologica, immunologica / reumatologica e ginecologica), per prendersi cura dei lattanti ed occupare con attività ludico-ricreative i bambini in età prescolare, mentre le mamme sono occupate in visite ambulatoriali e/o terapie in regime di Day Hospital;

2) la realizzazione di un servizio di integrazione tra assistenza sanitaria ed azioni di protezione sociale, per i bambini con complessità medica o bisogni speciali (come la necessità di accesso frequente presso la struttura ospedaliera per accertamenti e visite mediche);

3) la riqualificazione di un grosso lotto di terreno all’interno dell’ospedale, che verrà convertito in area verde, per la costituzione dei cosiddetti “healing gardens”, ovvero “giardini di cura”, che saranno accessibili non solo all’utenza dell’ospedale ma anche ai cittadini.

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