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Stop agli animali nei circhi: l’azione non violenta di attivisti di Ribellione Animale a Torino

In Italia attualmente ci sono 54 circhi con animali non umani in tournée, per un totale di oltre 2000 animali esotici coinvolti

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TORINO – Nel pomeriggio di sabato 10 febbraio tre attiviste di Ribellione Animale si sono sedute per terra con dei cartelloni, chiedendo alle persone di segnare su di essi se fossero pro o contro al circo con animali.
Tutte e 50 le persone coinvolte in giornata si sono dimostrate contrarie, esito in linea con i risultati del sondaggio BVA-DOXA condotto nel settembre 2023, che rileva che il 76% degli italiani è contro l’uso di animali nei circhi.

Le attiviste compiono queste azioni per mettere in luce la sofferenza inascoltata di questi animali.
L’azione si inserisce all’interno della Campagna Kimba, cominciata il 1 febbraio con un’azione di disobbedienza a Piazza del Popolo, nel cuore della capitale. La Campagna di disobbedienza civile nasce e si ispira dalla Ribellione di Kimba, il leone scappato dal circo che lo teneva prigioniero lo scorso 11 novembre a Ladispoli. Costretto a esibirsi quasi ogni giorno per poi tornare in un’angusta gabbia, Kimba sceglie di fuggire dal regime di agonia e sfruttamento a cui è sottoposto. La fuga di Kimba è quindi un atto di Ribellione, di Resistenza e di autodeterminazione dal quale, come esseri umani, abbiamo tutto da imparare. Attraverso le azioni dirette nonviolente della Campagna, il movimento Ribellione Animale vuole ottenere l’abolizione dell’utilizzo degli animali non umani nei circhi e la loro Liberazione.

Come movimento di Resistenza civile nonviolenta, Ribellione Animale chiede al Governo italiano di porre fine allo sfruttamento degli animali nei circhi su tutto il territorio nazionale, emanando immediatamente un decreto legislativo che attui il comma 1 dell’articolo 2 della legge n.106/2022.

La legge n.106 del 2022 è stata già approvata dal Parlamento ed è quindi in vigore, tuttavia il Governo non la sta rendendo effettiva, ma anzi continua a finanziare questi soprusi.

Ribellione Animale chiede inoltre che tutti gli animali attualmente costretti ad esibirsi nei circhi italiani vengano liberati e reinseriti nel loro habitat naturale ove possibile, oppure che vengano trasferiti in Santuari per animali esotici, con spazi conformi alla loro etologia ed in grado di provvedere ai loro bisogni.

La situazione nei circhi italiani è abominevole, gli animali sono costretti ad assumere comportamenti mai visti in natura, subendo maltrattamenti nocivi al benessere di qualsiasi essere vivente e degradanti per la loro dignità. Lo sfruttamento animale che avviene nei circhi è violento e opprimente. Tali pratiche non hanno alcun valore educativo o culturale, ma seguono solamente la logica specista di dominio e sfruttamento.

I circhi italiani ogni anno ricevono pieno sostegno dal ministero della Cultura che finanzia le loro attività attraverso il Fondo nazionale per lo spettacolo dal vivo. Il ministro Gennaro Sangiuliano il 23 maggio 2023 ha staccato un assegno da 8,6 milioni di euro a favore delle attività circensi, incluse quelle che sfruttano animali non umani.

In Italia attualmente ci sono 54 circhi con animali non umani in tournée, per un totale di oltre 2000 animali esotici coinvolti. Sono invece già più di 50 i paesi nel mondo che hanno vietato l’uso degli animali nei circhi in diverse forme; solo in Europa, lo sfruttamento animale da parte delle strutture circensi è bandito in 17 paesi.

Ribellione Animale terrà una presentazione per far conoscere il movimento sabato 17 febbraio dalle ore 18 al Kontiki in via Cigliano, 7/B, Torino.

 

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