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Palazzo Nuovo vandalizzato, Rettorato e portici di via Po imbrattati: si contano i danni dopo l’occupazione

A pagare per i danni ai portici di via Po sarà il comune di Torino

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TORINO – Ieri i ragazzi e le ragazze di Intifada Studentesca hanno annunciato la fine dell’occupazione di Palazzo Nuovo. Terminata anche l’occupazione della Facoltà di Fisica. Rimane viva invece l’occupazione del Politecnico.

Intifada Studentesca ha deciso di fermare l’occupazione perché “non ricopriva più la sua funzione”, ma le attività di protesta pro Palestina non si fermano.

Si contano i danni

Però, dopo 40 giorni di occupazione, è il momento della conta dei danni e della verifica dell’agibilità di tutti i locali per poter riprendere le attività di studio, come aveva comunicato il rettore UniTo Geuna.

Danni ingenti che purtroppo sono ben visibili: sono scritte sui muri, disegni su, scale, pavimenti, vetri e finestre. Sporcizia che andrà ripulita e che potrebbe allungare i tempi, soprattutto considerando che ancora non vi è una stima precisa.

Fino all’ultimo sfregio: vernice nera sull’ingresso del Rettorato in via Po. Un atto vandalico più che una rivendicazione, duramente condannato dal primo cittadino Stefano Lo Russo che difende l’importanza e il valore del patrimonio artistico e culturale della città.

A farsi carico e a pagare per ripulire i portici di via Po sarà proprio il comune di Torino. È il caso di chiedersi se quei soldi sarebbe stato meglio poterli destinare ad altro.

 

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