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Guerriglia a Torino, l’arcivescovo Repole richiama l’identità solidale della città

Dopo i disordini di sabato sera: condanna della violenza, solidarietà alle vittime e alle forze dell’ordine, e invito a distinguere tra criminalità e disagio sociale

Alessia Serlenga

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TORINO – Dopo gli episodi di guerriglia urbana che hanno colpito Torino, l’arcivescovo Roberto Repole è intervenuto per ribadire l’identità profonda della città, sottolineando come il capoluogo piemontese non possa essere definito una realtà violenta, ma piuttosto una storica capitale della carità e della solidarietà sociale.

Nel suo intervento, Repole ha espresso una netta condanna nei confronti di chi ha scatenato i disordini, evidenziando la necessità di denunciare con forza gli atti di violenza che hanno sfigurato l’immagine della città. Allo stesso tempo ha manifestato vicinanza alle vittime, ai feriti e alle forze dell’ordine impegnate nel contenimento degli scontri.

L’arcivescovo ha inoltre richiamato l’attenzione sull’importanza di affrontare le radici delle sofferenze del nostro tempo, invitando a non confondere le frange violente con le migliaia di persone che manifestano in modo pacifico. Un richiamo particolare è stato rivolto a chi ricopre ruoli di responsabilità, chiamato a distinguere gli eccessi di pochi dal sentimento prevalente della maggioranza dei cittadini e dalla sofferenza silenziosa di chi vive in condizioni di povertà ed emarginazione.

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