CronacaTorino
Scontri in Val Susa: il prefetto vieta il campeggio No Tav, loro si riorganizzano e lo spostano a Venaus
Attraverso i canali social, i No Tav hanno lanciato un appello alla mobilitazione
TORINO – Sabato 25 luglio il cantiere della Torino-Lione a Chiomonte, in Valle di Susa, è stato assaltato da alcune centinaia di antagonisti durante la marcia No Tav collegata al Festival Alta Felicità.
Gli antagonisti, travisati da caschi e maschere antigas, hanno lanciato pietre e bottiglie contro le forze dell’ordine e utilizzato bombe carta e razzi, anche attraverso mortai artigianali. Le forze dell’ordine hanno risposto con lacrimogeni e idranti, cercando di respingere gli assalti anche dall’interno del cantiere. Uno scontro che presto è diventato devastazione.
E a quasi una settimana di distanza, la tensione in Val Susa non accenna a placarsi. Dopo la guerriglia culminata in fermi e fogli di via, il movimento No Tav ed esponenti di Askatasuna rilanciano la protesta annunciando un nuovo “campeggio di lotta” per il fine settimana. La contromossa dello Stato, tuttavia, è arrivata a stretto giro e con il pugno di ferro.
Il Prefetto di Torino, Donato Cafagna, ha firmato tre distinte ordinanze d’urgenza per blindare la valle ed evitare nuovi disordini, invocando prioritarie esigenze di tutela dell’ordine e della sicurezza pubblica.
Il pacchetto di divieti: stop a campeggi e volti coperti
Il primo provvedimento decreta il divieto assoluto di campeggio libero su tutto il territorio comunale di Susa e Bussoleno, dalla mezzanotte di giovedì 30 luglio fino alle ore 7:00 di lunedì 3 agosto. Un intervento scattato senza previa comunicazione formale proprio per via del carattere d’urgenza della situazione.
La seconda misura stringe le maglie sui controlli personali: fino a domenica è proibito girare nei Comuni di Bruzolo, Bussoleno, Chiomonte, Giaglione, San Didero e Susa con oggetti adatti a celare il volto (caschi, passamontagna, maschere antigas) o con materiale potenziale da scontro, inclusi fumogeni, esplosivi e corpi contundenti.
Infine, una terza ordinanza vieta il transito a piedi “in forma organizzata” lungo una fitta rete di strade, sentieri e parcheggi a ridosso dei cantieri della Torino-Lione nei territori di Susa, Giaglione e Chiomonte.
Piantedosi: “Servizi e divieti da rispettare”
La linea del governo era già stata tracciata dal Ministro dell’Interno, Matteo Piantedosi, intervenuto al programma 4 di sera su Rete 4:
«Ci stiamo preparando con la consueta professionalità delle forze dell’ordine, che saranno numerose sul posto. I provvedimenti adottati faranno da cornice ai servizi di sicurezza: ci sono dei divieti che dovranno essere rigorosamente rispettati, come quello di stazionamento vicino alle aree sensibili.»
Sul territorio la risposta operativa è stata immediata. Un imponente dispositivo di sicurezza ha cinturato i principali snodi viari, posizionandosi a presidio degli accessi all’area individuata dai manifestanti.
Mobilitazione sui social dei No Tav
Dall’altra parte della barricata, la reazione degli attivisti si è spostata sulla rete. Attraverso i canali social, i No Tav hanno lanciato un appello alla mobilitazione:
Era prevedibile che Piantedosi, Questore e Prefetto avrebbero fatto di tutto per salvarsi la faccia dopo la manifestazione di sabato.
Era prevedibile perché, come mai succede in altre occasioni, giornali e telegiornali hanno rilanciato e ingigantito – quando mai si è parlato di una nuova marcia popolare per sabato nel programma del campeggio? – quella che era un’iniziativa programmata e costruita in mesi e mesi da diverse realtà della Valle.Così di fretta e furia i nostri tre moschettieri hanno scritto e pubblicato stamattina, in meno di 24 ore, una bella ordinanza prefettizia – senza pubblicarla neanche sulle pagine della prefettura, ma appendendola solo questa mattina in loco – per vietare il campeggio libero in tutti i comuni di Bussoleno e Susa istituendo una grande zona rossa. I giornali già danno tutto per annullato.
Eppure, come già detto… Teniamo il punto! Non cadremo nella trappoletta vendicativa di chi ha sentito tremare la poltrona: il campeggio si sposta al Presidio di Venaus!
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