CronacaTorino
L’incendio della Vauda ha bruciato 172 ettari di bosco
L’area colpita si estende tra i comuni di Nole, Vauda Canavese e San Carlo Canavese, a circa 25 chilometri a nord-ovest di Torino
TORINO – Un evento tanto violento quanto, purtroppo, prevedibile. Il forte episodio di foehn che ha investito il Piemonte tra il 25 e il 26 marzo 2026 ha fatto da detonatore a un vasto incendio boschivo nella Riserva Naturale della Vauda, una delle aree più fragili e già segnate da roghi negli ultimi anni.
A fare il punto della situazione è il meteorologo Andrea Vuolo, che ha ricostruito con precisione dinamica ed estensione dell’incendio grazie alle immagini satellitari ad alta risoluzione del programma Copernicus Programme, in particolare del satellite Sentinel-2.
Un rogo vastissimo: oltre 1,7 km² distrutti
Il bilancio è pesante: ben 172 ettari di terreno sono andati in fumo, equivalenti a oltre 1,7 chilometri quadrati. L’area colpita si estende tra i comuni di Nole, Vauda Canavese e San Carlo Canavese, a circa 25 chilometri a nord-ovest di Torino.
Le immagini satellitari hanno permesso una mappatura dettagliata della superficie percorsa dalle fiamme, restituendo una fotografia precisa dell’impatto ambientale.
Origine dolosa e vento impetuoso: la combinazione perfetta
Secondo le ricostruzioni, l’innesco sarebbe avvenuto intorno alle ore 18 di mercoledì 25 marzo lungo la SP23, in Strada Buretta, nel territorio di Nole. La natura dolosa dell’incendio appare altamente probabile, un elemento che rende l’episodio ancora più grave.
A trasformare il rogo in un incendio di grandi proporzioni è stato il vento di foehn, con raffiche da ovest-nordovest che hanno superato gli 80 km/h. Un fattore determinante che ha favorito la rapidissima propagazione delle fiamme all’interno della riserva, area peraltro di proprietà del Demanio Militare.
Non è la prima volta che la Vauda si trova a fare i conti con situazioni simili: le giornate ventose invernali rappresentano da tempo un rischio concreto per questo territorio, dove la combinazione tra vegetazione secca e vento forte crea condizioni ideali per incendi difficili da controllare.
Emergenza rientrata, ma resta l’allarme
L’incendio è stato definitivamente domato nella tarda mattinata di giovedì 26 marzo, dopo ore di interventi intensi. Resta però alta l’attenzione su un’area che si conferma particolarmente vulnerabile.
Fondamentale, per la ricostruzione dell’evento, il contributo dei tecnici di ADAM, che hanno fornito le immagini utilizzate per delineare con precisione l’areale colpito.
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