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Cirio a Dronero per la Festa della Liberazione: «Vorrei che vivessimo il 25 aprile come una festa in cui rinnovare l’impegno»

Il governatore ha tenuto un’orazione ufficiale in cui si è rivolto in particolare ai giovani. E ha dichiarato di essere «orgogliosamente antifascista»

Marco Lovisolo

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DRONERO – Il presidente della Regione Alberto Cirio ha festeggiato oggi l’81° della Liberazione a Dronero (CN). «Ringrazio le scuole in particolare, perché l’importanza più grande ce l’avete voi. Le persone più preziose, quando si ricorda il passato e si deve imparare dal passato, sono i bambini, sono i nostri figli, sono i giovani, sono quelle persone a cui noi dobbiamo lasciare – o quantomeno provarci – un mondo di valori, di principi. E questi si imparano vivendo, si imparano dalla storia e si imparano anche attraverso momenti come quello di oggi» ha aperto così l’orazione nel teatro Iris davanti alle autorità e ai tanti giovani presenti, tra cui Emanuele, il sindaco del Consiglio Intercomunale dei Ragazzi.

Gli studenti hanno contribuito alla commemorazione con canti e letture. «Vorrei che vivessimo tutti – io per primo – il 25 aprile come una festa in cui dobbiamo rinnovare il nostro impegno» per far sì che non si esaurisca «il rispetto verso chi ha dato la sua vita per noi, per abbattere un regime nazifascista che aveva distrutto non solo il nostro Paese, ma aveva distrutto anche i valori delle nostre persone». Dopo aver incoraggiato ancora una volta i giovani a «continuare» anche in futuro questi momenti, ha ringraziato l’Anpi di Dronero di avergli donato il gagliardetto con la bandiera italiana. Perché, ha spiegato, «sono il presidente della Regione, è vero, ma soprattutto sono Alberto Cirio, italiano e orgogliosamente antifascista».

Le cerimonie sono iniziate alle 8.30 con l’alzabandiera e le deposizioni delle corone d’alloro al monumento al Marinaio e al monumento dell’Autiere. Alle 9 la messa in memoria dei caduti nella lotta di liberazione, a cui ha fatto seguito la deposizione delle corone di alloro alla lapide dei deportati nei campi di concentramento. Verso le 10.30, l’intervento del presidente Cirio. Nel pomeriggio sono stati aperti alla popolazione la «Stanza della memoria» in frazione Santa Margherita di Dronero e il rifugio partigiano «Carlo Fissore» in frazione Sant’Anna di Roccabruna.

A celebrare il ricordo dei partigiani caduti, oltre al governatore e al sindaco dei Ragazzi, anche il sindaco di Dronero Mauro Astesano e il presidente dell’Anpi di Dronero e della Valle Maira Alessandro Mandrile.

 

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