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Cosa sappiamo dell’inchiesta sugli arbitri che coinvolge Rocchi e sta travolgendo il calcio italiano
Il rischio di uno scandalo sistemico esiste, ma al momento non ci sono elementi per parlare di una nuova Calciopoli
TORINO – L’inchiesta che sta investendo il sistema arbitrale italiano – con al centro il designatore Gianluca Rocchi – è una delle più delicate degli ultimi anni, perché tocca il cuore dell’organizzazione delle partite di Serie A. È però fondamentale partire da un punto: siamo ancora nella fase delle indagini, non delle sentenze. Le accuse sono gravi, ma devono essere dimostrate.
Che cos’è l’inchiesta e da dove nasce
L’indagine è condotta dalla Procura di Milano e riguarda ipotesi di frode sportiva legate alle stagioni di Serie A 2023-24 e 2024-2025.
Secondo gli inquirenti, il sistema di designazione arbitrale e alcune decisioni VAR potrebbero essere state alterate o influenzate in modo improprio.
A far riemergere il caso sarebbe stata anche una segnalazione (in precedenza archiviata in sede sportiva) che ha spinto la magistratura ordinaria a riaprire il fascicolo.
Le accuse: cosa viene contestato a Rocchi
Le ipotesi principali sono tre:
1. Manipolazione delle designazioni arbitrali
Rocchi, in qualità di designatore, avrebbe:
- scelto alcuni arbitri ritenuti “favorevoli” a determinate squadre
- influenzato le assegnazioni in partite chiave
Un esempio citato riguarda una partita Bologna-Inter del 2025.
2. Interferenze sul VAR
L’accusa più delicata riguarda il sistema VAR:
- Rocchi avrebbe interferito direttamente nelle decisioni
- in un caso (Udinese-Parma) avrebbe spinto per una revisione che ha portato a un rigore
Se confermato, sarebbe un punto molto grave perché il VAR dovrebbe essere indipendente.
3. Gestione “strategica” degli arbitri nelle competizioni
Un’altra accusa riguarda:
- la scelta di alcuni arbitri in Coppa Italia
- con l’obiettivo di condizionare le designazioni successive (ad esempio per una finale)
Chi sono le persone coinvolte
Al momento:
- Gianluca Rocchi → principale indagato
- Andrea Gervasoni → supervisore VAR, anch’egli indagato
- alcuni arbitri coinvolti come testimoni o potenziali indagati (es. Daniele Paterna)
Entrambi i dirigenti si sono autosospesi per non interferire con le indagini.
Le squadre sono coinvolte?
Qui bisogna essere molto chiari: Si parla di presunti favori verso l’Inter ma non ci sono accuse formali al club.
Il presidente Giuseppe Marotta ha espresso sorpresa per le notizie e totale estraneità della società.
Al momento quindi:
- nessuna squadra è indagata
- nessuna società rischia sanzioni dirette
Cosa rischiano Rocchi e gli arbitri
Dipende da due binari distinti:
Giustizia penale (Procura ordinaria)
Se venisse provata la frode sportiva:
- rischio di processo penale
- possibili pene (anche detentive, nei casi più gravi)
Giustizia sportiva (FIGC)
Parallelamente può intervenire la FIGC riaprendo il caso (ed in effetti sono già stati chiesti gli atti alla Procura di Milano)
Le sanzioni possibili includono:
- squalifiche o radiazioni
- sospensione dai ruoli arbitrali
- inibizione a ricoprire incarichi
L’AIA e la FIGC: cosa sta succedendo
L’inchiesta colpisce direttamente:
- AIA (Associazione Italiana Arbitri)
- la Commissione Arbitri Nazionale (CAN), che gestisce le designazioni
Effetti immediati:
- autosospensione dei vertici
- necessità di garantire continuità nelle designazioni
- forte pressione mediatica e istituzionale
La FIGC, al momento senza guida (le elezioni ci saranno il 22 giugno), segue la vicenda ma attende gli sviluppi giudiziari prima di intervenire formalmente.
Ci sono invece dichiarazioni del ministro dello sport Andrea Abodi, che ha detto che se tutto fosse confermato ci saranno conseguenze pesanti (commissariamento della FIGC?)
Le squadre rischiano qualcosa?
Ad oggi: no, salvo nuovi sviluppi.
Le società rischierebbero solo se emergessero:
- contatti diretti con i designatori
- tentativi di influenzare arbitri
È esattamente ciò che accadde nello scandalo Calciopoli, quando i club furono puniti con retrocessioni e penalizzazioni. Ma al momento non siamo a quel livello.
Perché si parla già di “nuova Calciopoli”
Il paragone nasce per tre motivi:
- coinvolgimento dei designatori arbitrali
- sospetti su condizionamento delle partite
- centralità del sistema arbitrale
Ma ci sono differenze importanti: in particolare al momento non emergono reti organizzate tra club e arbitri.
Conclusione
Questa vicenda è potenzialmente molto seria perché:
- riguarda l’imparzialità del sistema arbitrale
- colpisce i vertici dell’organizzazione
Ma siamo ancora nella fase iniziale: non ci sono condanne, non ci sono club coinvolti ufficialmente e molte accuse devono essere verificate.
Il rischio di uno scandalo sistemico esiste, ma al momento non ci sono elementi per parlare di una nuova Calciopoli.
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