PiemonteScienza e Tecnologia
Misteriosa scia luminosa nei cieli del Piemonte: svelato il “giallo” del 1° maggio
La scia luminosa è riconducibile al passaggio del secondo stadio del razzo Falcon 9 di SpaceX, la società aerospaziale fondata da Elon Musk
TORINO – Una scia luminosa, insolita e affascinante, ha attraversato i cieli del Piemonte nella serata di venerdì 1° maggio 2026, attirando l’attenzione di centinaia di persone. Dalle colline alle città, in molti hanno alzato lo sguardo verso il cielo, sorpresi da quella forma brillante e quasi irreale, descritta da alcuni come una spirale, da altri come una scia in movimento.
Per qualche ora, tra social network e gruppi locali, si sono rincorse le ipotesi più disparate: fenomeno atmosferico? Evento astronomico raro? O addirittura qualcosa di inspiegabile? La risposta, però, è arrivata rapidamente dagli esperti, riportando il fenomeno su un piano decisamente più “terrestre”, anche se non meno spettacolare.
Il Falcon 9 di SpaceX
Secondo le ricostruzioni più accreditate, confermate dal sempre attento e preciso Andrea Vuolo, la scia luminosa è riconducibile al passaggio del secondo stadio del razzo Falcon 9 di SpaceX, la società aerospaziale fondata da Elon Musk. Proprio il 1° maggio, infatti, era in corso una missione legata al lancio di satelliti Starlink, partiti da Cape Canaveral e diretti in orbita terrestre bassa.
Il fenomeno osservato in Piemonte – e in altre zone d’Italia – è noto agli addetti ai lavori: durante le fasi successive al lancio, il secondo stadio del razzo effettua operazioni di rilascio del propellente residuo. Questo processo genera una nube di gas ad alta quota che, illuminata dalla luce del Sole ancora presente oltre l’orizzonte, diventa visibile dalla Terra anche in piena notte.
Perchè un vortice luminoso?
Non solo: la particolare forma a spirale o a vortice è dovuta alla rotazione dello stadio stesso durante lo scarico dei materiali. I gas, espandendosi nello spazio e congelando rapidamente, riflettono la luce creando un effetto scenografico tanto raro quanto suggestivo.
Per alcuni minuti, dunque, il cielo piemontese si è trasformato in un palcoscenico naturale, regalando uno spettacolo capace di unire stupore e curiosità. Un evento che, pur avendo una spiegazione scientifica ben precisa, mantiene intatto il suo fascino: un promemoria di quanto le attività spaziali, pur lontane migliaia di chilometri, possano intrecciarsi con la quotidianità di chi osserva da terra.
Nessun mistero, quindi, ma un perfetto incontro tra tecnologia e natura, tra spazio e percezione umana. E ancora una volta, basta alzare gli occhi al cielo per rendersi conto che, anche in una sera qualunque, può accadere qualcosa di straordinario.
(Il video è di Samuele Trisolino, che ringraziamo)
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