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Parentopoli Rear, la procura di Torino chiede l’archiviazione per Laus, Grippo e Carretta

Mauro Laus aveva guidato per anni la cooperativa Rear, mantenendo anche successivamente la qualifica di socio

Gabriele Farina

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TORINO – La procura di Torino ha chiesto l’archiviazione dell’inchiesta per infedeltà patrimoniale e malversazione di erogazioni pubbliche che aveva coinvolto l’assessore comunale Mimmo Carretta, la presidente del Consiglio comunale Maria Grazia Grippo e l’onorevole Mauro Laus, insieme ad alcuni familiari di quest’ultimo e a un’altra persona legata alla cooperativa Rear.

L’indagine, coordinata dal sostituto procuratore Alessandro Aghemo e condotta dalla Guardia di Finanza, aveva preso in esame la gestione della cooperativa tra il 2018 e il 2021. La Rear opera nel settore della vigilanza, dell’antincendio, del teleallarme e dei servizi di accoglienza museale, sia a Torino sia in altre città italiane.

Gli accertamenti

Secondo gli accertamenti svolti dagli inquirenti, soprattutto negli ultimi due anni presi in esame sarebbero stati erogati stipendi ritenuti non dovuti, collegati a rapporti di lavoro considerati soltanto apparentemente reali. Le verifiche si erano concentrate anche sulla destinazione di almeno tre milioni di euro, compresi fondi Covid ricevuti dalla cooperativa, che secondo l’ipotesi iniziale sarebbero stati impiegati in modo irregolare.

Al centro dell’inchiesta vi era inoltre l’utilizzo di alcuni immobili riconducibili alla Rear. Almeno tre proprietà, secondo la procura, sarebbero state utilizzate per finalità private e non collegate all’attività della cooperativa. Uno degli immobili si troverebbe a Roma, un altro nel centro di Torino e un terzo a Riva del Garda.

La richiesta di archiviazione

Mauro Laus aveva guidato per anni la cooperativa Rear, mantenendo anche successivamente la qualifica di socio. Nell’inchiesta erano finiti anche altri esponenti politici considerati vicini al parlamentare, oltre alla moglie Maria Cardone, ai figli Giuseppe e Vittorio, a Valeria Cardone – sorella della moglie dell’onorevole – e ad Antonio Munafò.

La richiesta di archiviazione sarebbe maturata dopo alcuni contatti tra gli indagati e la procura successivi alla chiusura delle indagini preliminari. Un elemento ritenuto decisivo sarebbe stato anche il ritiro della querela inizialmente presentata dal commissario della cooperativa. In assenza della querela, infatti, il reato di infedeltà patrimoniale non risulta perseguibile.

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