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Blackout a Torino, Iren ammette: la rete è vecchia, i problemi non spariranno nei prossimi mesi
«Abbiamo aperto 900 cantieri in città per ammodernare, manutenere e potenziare la rete», ha spiegato l’amministratore delegato.
TORINO – Torino continua a fare i conti con i blackout e, secondo Iren, la situazione non è destinata a risolversi in tempi brevi. «I blackout non spariranno nei prossimi sei mesi e neanche nella prossima stagione». È la previsione, tutt’altro che rassicurante, fatta da Gianluca Bufo, amministratore delegato del gruppo Iren, la società che attraverso Ireti gestisce la rete elettrica cittadina.
Le dichiarazioni arrivano nel giorno più difficile di questa fine maggio per il sistema elettrico torinese. Dall’alba di ieri numerosi blackout a macchia di leopardo hanno lasciato senza corrente interi quartieri della città: particolarmente colpite la periferia Nord, la precollina e parte della periferia Sud.
Caldo record e rete vecchia: le cause dei guasti
Secondo Iren, all’origine dell’emergenza c’è una combinazione di fattori. «Da sabato stiamo affrontando un periodo critico per temperature record, giornate molto calde e prolungate che surriscaldano terreno e cavi sotterranei, oltre a una forte richiesta di energia dovuta a scuole e uffici aperti e all’uso massiccio dei condizionatori», ha spiegato Bufo durante un punto stampa convocato d’urgenza.
A pesare è soprattutto la vetustà della rete elettrica torinese: circa 5 mila chilometri di infrastruttura con oltre 6 mila giunti, molti dei quali ormai datati. Nelle ultime 72 ore, riferisce Iren, si sono verificati 15 guasti. Un numero inferiore rispetto al giugno scorso, quando nello stesso arco temporale si registrarono ben 45 interruzioni.
Cento milioni investiti in un anno
Dopo l’emergenza dell’estate 2025, Iren ha avviato un vasto piano di interventi. «Abbiamo aperto 900 cantieri in città per ammodernare, manutenere e potenziare la rete», ha spiegato l’amministratore delegato.
In un anno sono stati investiti circa 100 milioni di euro per lavori su cavi e giunti, manutenzioni straordinarie e nuove cabine elettriche, tra cui quella recentemente inaugurata nell’ex area Michelin, nella zona nord della città.
Tuttavia, gli interventi realizzati finora non bastano ancora a risolvere il problema in modo definitivo. «Sono stati lavori mirati che hanno sistemato solo una minima parte delle criticità di una rete molto vecchia», ha ammesso Bufo. Il piano industriale prevede ora investimenti complessivi per 515 milioni di euro nei prossimi cinque anni.
«Siamo in trincea»
Anche il presidente di Iren, Luca Dal Fabbro, ha riconosciuto la gravità della situazione. «Non possiamo permetterci di avere una città con i blackout visti in questi giorni: la situazione è complessa, siamo in trincea», ha dichiarato.
Per affrontare l’emergenza, Ireti ha rafforzato il personale operativo e i mezzi a disposizione. Gianluca Riu, responsabile operativo della società, ha spiegato che oggi è attiva una task force di 100 operai specializzati nelle riparazioni, il doppio rispetto allo scorso anno.
Parallelamente sono aumentate anche le ditte esterne dedicate agli scavi, passate da 2 a 8, mentre sono stati raddoppiati i mezzi utilizzati per individuare i guasti sulla rete.
I generatori mobili e i tempi di ripristino
Tra gli strumenti utilizzati da Ireti ci sono anche 30 gruppi elettrogeni mobili, impiegati per rialimentare temporaneamente le linee nei casi di blackout prolungati. «Quest’anno li abbiamo già utilizzati», ha spiegato Riu, precisando però che per posizionare un generatore e riattivare la rete servono circa due ore e mezza.
Tempi che, in diversi casi degli ultimi giorni, sono stati abbondantemente superati. In zona Gran Madre residenti e commercianti hanno segnalato interruzioni intermittenti dalle 21 fino alle 11.30 del mattino successivo. A Barca e Bertolla la corrente è mancata per oltre quattro ore, mentre a Mirafiori alcuni blackout si sono protratti per più di dodici ore. Problemi anche al Fioccardo, dove l’elettricità è mancata per gran parte della notte.
Ireti sottolinea però che «nell’80% dei casi i blackout sono stati risolti in 30-45 minuti». Una statistica che però non basta a placare il malcontento crescente di cittadini e commercianti, sempre più esasperati dai continui disservizi in una città alle prese con temperature eccezionali già a fine maggio.
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