CronacaEconomiaTorino
L’opposizione contro Lo Russo e Iren per i continui blackout nei quartieri di Torino
La rete elettrica di Torino è antiquata
Torino continua a sprofondare nel caos blackout e quanto sta accadendo in queste ore rappresenta ormai uno scandalo e una vergogna colossale per una grande città europea. Interi quartieri lasciati senza corrente, famiglie esasperate, attività economiche danneggiate, anziani e persone fragili in difficoltà, cittadini bloccati negli ascensori o chiusi nei garage delle proprie abitazioni: non siamo più davanti a disservizi episodici ma ad un’emergenza infrastrutturale gravissima e fuori controllo. Per questa ragione ho chiesto formalmente un’audizione urgente in III Commissione regionale del Comune di Torino e dei vertici Iren e Ireti, affinché venga finalmente fornito un quadro chiaro e puntuale sugli interventi di potenziamento e ammodernamento della rete elettrica, sulle relative tempistiche e sulle misure concrete per la gestione cogente dell’emergenza. Al tempo stesso è indispensabile affrontare immediatamente il tema dei ristori e dei rimborsi per cittadini, famiglie, attività commerciali e imprese che stanno subendo danni economici e pesantissimi disagi. Su questo occorre coerenza: chiederemo al Comune di farsi parte attiva affinché almeno una parte degli utili – e, perché no, degli emolumenti stellari del suo board – venga dirottata in tale direzione.
Andrea Russi capugruppo dei 5 Stelle in Sala Rossa
Nel giugno 2025 Torino aveva già vissuto giorni di blackout, quartieri senza corrente e disagi pesanti per cittadini e attività commerciali. Allora Lo Russo definiva la situazione intollerabile, annunciava richieste a Iren, parlava di investimenti, manutenzione e revisione del piano industriale. Oggi, a distanza di quasi un anno, la città si ritrova di nuovo con una situazione da pieno picco estivo già a fine maggio: quartieri al buio, semafori spenti, negozi in difficoltà e cittadini lasciati senza corrente.
Lo schema si ripete. Emergenza, rete vecchia, Iren deve intervenire. Nel frattempo è passato un anno, e il cambiamento climatico rende sempre più frequenti i picchi di calore e di consumo elettrico. Questa è la nuova normalità con cui Torino deve fare i conti. Proprio per questo la città doveva arrivare più preparata, con una gestione più solida, un coordinamento più efficace con il gestore e misure già pronte per ridurre i disagi nei quartieri più esposti.
Lo Russo governa Torino, il Comune ha un ruolo dentro la governance pubblica di Iren e i blackout ricadono direttamente sulla vita quotidiana delle persone. Raccontare ancora la rete vecchia e l’emergenza climatica lascia inevasa la domanda politica: che cosa è stato fatto dopo l’estate 2025? I torinesi hanno bisogno di corrente nelle case, semafori funzionanti, attività tutelate e servizi essenziali garantiti. Dopo un anno dallo stesso copione, ora servono risultati.
Quanto sta accadendo in queste ore soprattutto nell’area di Torino Nord, con blackout e interruzioni della corrente elettrica che stanno creando pesanti disagi a famiglie, attività commerciali e cittadini, dimostra ancora una volta quanto il tema della tenuta delle infrastrutture urbane non possa più essere sottovalutato.Parliamo di quartieri che già vivono quotidianamente criticità importanti e che, anche su questo fronte, rischiano di pagare il prezzo più alto. Già lo scorso anno Torino aveva dovuto affrontare problematiche analoghe, legate ai picchi di calore e al forte stress della rete elettrica urbana. In quell’occasione avevamo sollecitato il Sindaco e la Giunta ad adottare tutte le contromisure necessarie per prevenire il ripetersi di situazioni simili.
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