CronacaCuneo
Sindaco di Brondello accusato di peculato per aver messo soldi falsi nel Postamat quando era direttore dell’ufficio postale
Il processo, davanti al collegio presieduto dalla giudice Elisabetta Meinardi, riprenderà nel marzo 2027, quando verranno ascoltati in aula i testimoni indicati dal Pubblico Ministero
BRONDELLO – Secondo l’accusa avrebbe sottratto 540 euro dal denaro destinato al postamat, sostituendoli con banconote false. Per questo Paolo Radosta, ex direttore degli uffici postali di Pagno e Brondello, è comparso questa settimana davanti al tribunale con le accuse di peculato e spendita di denaro contraffatto. Una vicenda che risale all’ottobre 2023 e che ora approda in aula.
Il procedimento nasce dai fatti del 2 ottobre 2023, giornata di pagamento delle pensioni. Secondo il Pubblico Ministero Pier Attilio Stea, Radosta avrebbe prelevato 540 euro dalla “cassa” del denaro destinato all’ATM, rimpiazzandoli con banconote false. In quei giorni diversi commercianti della zona avevano segnalato un’insolita circolazione di denaro contraffatto. Alcuni clienti, dopo essersi visti rifiutare le banconote ricevute, erano tornati all’ufficio postale chiedendo chiarimenti.
Per l’accusa, Radosta avrebbe ritirato le banconote sospette senza compilare alcun verbale e le avrebbe sostituite con denaro autentico presente in cassa, inserendo successivamente quelle false nel postamat.
Di diverso avviso la difesa. L’avvocato Ferruccio Calamari, del foro di Asti, parla infatti di “un fatto di modestissima rilevanza, verosimilmente frutto di un equivoco e comunque in assoluta buona fede”. Secondo il legale, Radosta si sarebbe limitato a ritirare dai clienti le banconote contestate senza avere strumenti adeguati per verificarne l’effettiva falsità. “La vicenda – sostiene Calamari – appare connotata da profili eminentemente formali, privi di qualunque elemento idoneo a dimostrare una condotta consapevole o dolosamente orientata. Si tratta semmai di una fattispecie che potrebbe avere rilievo sul piano disciplinare od organizzativo interno”.
A denunciare il presunto illecito era stata la stessa Poste Italiane, che tuttavia non si è costituita parte civile nel processo. L’azienda, senza rilasciare dichiarazioni ufficiali, ha fatto sapere che valuterà eventuali iniziative dopo la conclusione del procedimento.
Come ricostruito dall’Eco del Chisone, Radosta nel frattempo ha lasciato Poste Italiane: le dimissioni risalgono al giugno 2024, poco dopo la sua elezione a sindaco di Brondello con una lista vicina al movimento conservatore Nazione Futura, incarico che ricopre ancora oggi. La sua esperienza politica era iniziata nelle fila di Fratelli d’Italia, partito nel quale aveva guidato la sezione locale di Saluzzo. Nel 2021 aveva tentato la candidatura alle comunali di Martiniana Po, mentre nel 2022 aveva aderito a Italexit, candidandosi al Senato e contemporaneamente alla carica di sindaco di Salmour. Dal marzo 2026 ricopre inoltre il ruolo di vicepresidente dell’Unione Montana dei Comuni del Monviso.
Il processo, davanti al collegio presieduto dalla giudice Elisabetta Meinardi, riprenderà nel marzo 2027, quando verranno ascoltati in aula i testimoni indicati dal Pubblico Ministero.
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