CronacaTorino
Corteo pro Palestina a Torino per lo sciopero nazionale: nel mirino Leonardo
Mattinata di mobilitazione a Torino per il coordinamento Torino per Gaza
TORINO – Mattinata di mobilitazione a Torino per il coordinamento Torino per Gaza, che oggi ha organizzato un presidio in piazza Massaua in occasione dello sciopero nazionale proclamato dai sindacati di base, tra cui Cub e Si Cobas. Circa un centinaio i manifestanti presenti fin dalle prime ore della mattina, con ritrovo fissato alle 8.
La scelta della piazza non è casuale: il presidio si è svolto a meno di un chilometro dalla sede torinese di Leonardo S.p.a., azienda attiva nei settori della difesa, dell’aerospazio e della sicurezza. Per consentire lo svolgimento della manifestazione sono state apportate modifiche alla viabilità nell’area di piazza Massaua, su corso Francia e in via Pietro Cossa. Per motivi di ordine pubblico è stata inoltre temporaneamente chiusa la fermata della metropolitana Marche.
Nel corso della protesta, all’incrocio tra corso Francia e via Pietro Cossa, è comparsa sull’asfalto la scritta realizzata con vernice “Torino non si arruola”, slogan che ha accompagnato l’intera mobilitazione.
Il corteo si muove su corso Francia
Intorno alle 10, dopo circa un’ora di presidio statico, i manifestanti — nel frattempo aumentati di numero e con una forte presenza di giovani — hanno deciso di trasformare la protesta in un corteo. Il gruppo si è mosso lungo corso Francia in direzione opposta rispetto alla sede di Leonardo.
Sul grande striscione esposto in testa alla manifestazione si legge: “Oggi sciopero contro guerra e genocidio. Torino non si arruola”.
“Torino coinvolta nell’economia di guerra”
La protesta intende collegare il tema della guerra alle trasformazioni industriali ed economiche della città. “È uno sciopero sui posti di lavoro, ma è anche uno sciopero sociale. Questa città è coinvolta pesantemente nell’economia di guerra”, hanno spiegato gli organizzatori.
Critiche al progetto di sviluppo della cosiddetta cittadella dell’aerospazio e all’espansione delle produzioni dual use e belliche sul territorio torinese.
Le forze dell’ordine monitorano la situazione a distanza senza particolari tensioni segnalate nelle prime ore della protesta.
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