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Piemonte, tornano temporali e nubifragi: allerta tra giovedì sera e la notte di venerdì
Gli esperti sottolineano come l’episodio atteso tra giovedì e venerdì presenti caratteristiche differenti rispetto ai violenti temporali di martedì scorso
TORINO – Dopo la breve tregua concessa dal miglioramento di mercoledì, il maltempo è pronto a tornare sul Piemonte. Tra il tardo pomeriggio di giovedì 4 giugno e le prime ore di venerdì 5 giugno è atteso infatti il passaggio di una nuova perturbazione che potrebbe portare piogge intense, temporali e locali nubifragi soprattutto sulle aree alpine, pedemontane e sulle pianure a nord del Po.
A lanciare l’avvertimento è il meteorologo Andrea Vuolo, che segnala l’arrivo di un secondo sistema instabile proveniente dall’Europa nord-occidentale, accompagnato da aria più fredda in quota. Una configurazione destinata a favorire lo sviluppo di fenomeni temporaleschi anche di forte intensità, seppur con caratteristiche diverse rispetto all’ondata di maltempo che martedì aveva colpito diverse zone della regione.
Mattinata tranquilla, poi rapido peggioramento
La giornata inizierà con condizioni ancora relativamente stabili. Dopo le ampie schiarite che hanno caratterizzato mercoledì, con temperature massime risalite fino a 27-29 gradi in pianura e punte vicine ai 30 gradi nell’Alessandrino, il cielo si presenterà poco o parzialmente nuvoloso nelle prime ore del giorno.
Il peggioramento prenderà forma nel corso del pomeriggio. A partire dalle 16 sono attesi i primi rovesci e temporali sui rilievi compresi tra il Torinese e il Verbano-Cusio-Ossola, mentre sulle zone pedemontane tra Eporediese, Biellese, Valsesia e Verbano potranno verificarsi piovaschi intermittenti.
Le ore più critiche tra le 18 e la mezzanotte
La fase più intensa del maltempo è prevista tra la tarda serata di giovedì e le prime ore della notte. Con l’avvicinarsi del fronte perturbato da ovest-nordovest, piogge e temporali tenderanno a intensificarsi lungo tutto l’arco alpino piemontese.
Particolarmente interessati saranno gli sbocchi vallivi del Pinerolese, della Val Sangone, della Val di Susa, delle Valli di Lanzo, del Canavese, del Biellese, della Valsesia, del Cusio e dell’Ossola. In queste aree non si escludono nubifragi persistenti in grado di scaricare oltre 40-50 millimetri di pioggia nell’arco di appena tre ore, con possibili allagamenti localizzati.
Dalle 20 il sistema perturbato si sposterà progressivamente verso est, coinvolgendo anche le pianure. Tra le 21 e le 2 della notte sono attesi i fenomeni più significativi lungo e a nord del corso del Po, dove potranno verificarsi precipitazioni forti o molto forti accompagnate da raffiche di vento e locali grandinate di piccole dimensioni.
Le zone più esposte
Secondo le elaborazioni meteorologiche, le aree maggiormente interessate dal rischio di temporali intensi saranno il Torinese, la collina torinese, l’alto Astigiano, il Monferrato, il Canavese, il Biellese, il Vercellese, il Novarese e il Verbano.
Sul Piemonte meridionale, invece, i fenomeni dovrebbero risultare più irregolari e discontinui. Il miglioramento è previsto a partire dalle ore notturne, con una graduale attenuazione delle precipitazioni da ovest verso est.
Meno rischio grandine, ma attenzione agli allagamenti
Gli esperti sottolineano come l’episodio atteso tra giovedì e venerdì presenti caratteristiche differenti rispetto ai violenti temporali di martedì scorso. Le condizioni atmosferiche nei bassi strati non sembrano infatti favorevoli allo sviluppo di grandinate diffuse e di grosse dimensioni o di fenomeni temporaleschi particolarmente severi.
Resta però elevata l’attenzione per il rischio di allagamenti localizzati dovuti ai possibili nubifragi serali e per eventuali criticità idrogeologiche nelle aree alpine e pedemontane. Le piogge intense concentrate in poche ore potrebbero infatti provocare smottamenti o fenomeni di versante, soprattutto nei territori montani già messi alla prova dalle abbondanti precipitazioni registrate nei giorni scorsi.
Le autorità invitano quindi alla prudenza negli spostamenti durante le ore serali e a monitorare l’evoluzione delle previsioni meteorologiche, in particolare nelle zone più esposte ai fenomeni temporaleschi.
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