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I Subsonica rispondono al centrodestra torinese: «Non avete fatto un dispetto ai Subsonica, ma al mondo musicale della città»

«Non è stato uno dei Subsonica a chiedere alla Città di opporsi allo sgombero del centro sociale, ma la comunità di band, artisti, luoghi della musica»

Marco Lovisolo

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Foto di Paolo Pavan

TORINO – «Continueremo a portare in giro per vari mondi la nostra complessa e complicata torinesità, qualunque cosa significhi. Lo abbiamo sempre fatto, dopo questo tentativo affettuoso, lo faremo con maggiore senso di gratitudine». Arriva tramite social la risposta dei Subsonica al “veto” messo dai gruppi consiliari di centrodestra alla delibera che proponeva di fregiare la band torinese del titolo di Ambasciatore della Città. Le opposizioni avevano richiamato in particolare il ruolo di Max Casacci, fondatore della band, come garante del Patto di Collaborazione tra Comune e Askatasuna, e la sua precedente candidatura a sostegno di Lo Russo durante la campagna elettorale.

«Agli amici della destra, che con la loro iniziativa hanno iniziato a soffiare le fanfare della campagna elettorale, ricordiamo che non è stato uno dei Subsonica o la band a chiedere alla Città di opporsi allo sgombero del centro sociale, ma tutta la comunità delle band, degli artisti, dei luoghi della musica attraverso una lettera aperta al Sindaco e alla Giunta» rimarcano i Subsonica. «La presenza di uno di noi nel percorso di trasformazione di Askatasuna in “bene comune”» – continuano – «è solo il riflesso di questa posizione collettiva. Quindi no, non avete fatto un dispetto ai Subsonica, siete solo riusciti a mancare di rispetto al mondo musicale della città».

Il sindaco Lo Russo si era detto rammaricato della presa di posizione delle opposizioni, sottolineando il ruolo dei Subsonica nel portare il nome di Torino nel mondo. Aveva aderito alla proposta anche il Movimento 5 Stelle.

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