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AlessandriaCronaca

Nel castello di Spigno Monferrato trovate armi della Seconda Guerra Mondiale

Erano avvolte in un giornale del 1945

Gabriele Farina

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SPIGNO MONFERRATO – Nel cuore dell’antico castello di Spigno Monferrato, tra mura medievali segnate dai secoli, riaffiorano improvvisamente le ombre della Seconda guerra mondiale. Durante alcuni lavori di ristrutturazione dell’edificio di proprietà comunale, infatti, gli operai hanno scoperto un piccolo arsenale nascosto da oltre ottant’anni: cinque bombe a mano, due pistole e due caricatori perfettamente funzionanti.

Il ritrovamento è avvenuto all’interno di una nicchia del maniero che domina il paese dell’Alto Monferrato, a pochi chilometri da Acqui Terme. Il castello, edificato nel Medioevo e semidistrutto dalle truppe spagnole nel XVII secolo, è attualmente interessato da un intervento di recupero e valorizzazione.

Gli operai, impegnati nel cantiere, si sono imbattuti in un vecchio barattolo di vernice. All’interno, con grande sorpresa, erano custodite le armi, accuratamente avvolte in una pagina di giornale datata 1945. Un dettaglio che apre inevitabilmente interrogativi sul loro passato e sulla loro provenienza.

Armi della Resistenza?

Quel piccolo arsenale potrebbe essere stato nascosto proprio negli ultimi mesi del conflitto o nei difficili momenti dell’immediato Dopoguerra. Non è escluso che le armi siano legate agli eventi della Resistenza, particolarmente attiva anche nelle aree collinari del Piemonte, oppure che siano state occultate per evitare che finissero in mani sbagliate nel caos seguito alla Liberazione.

Subito dopo la scoperta sono stati avvertiti il sindaco e i Carabinieri. Per motivi di sicurezza i lavori di ristrutturazione sono stati immediatamente sospesi, mentre sul posto sono intervenuti gli artificieri provenienti da Fossano.

Che fine hanno fatto le armi?

I militari hanno provveduto a far brillare sul posto le cinque bombe a mano, considerate ancora potenzialmente pericolose nonostante il lungo periodo trascorso dalla loro occultazione.

Diversa sorte, invece, per le due pistole recuperate. Si tratta di una P38 di fabbricazione tedesca, modello che sarebbe stato utilizzato anche dalle SS durante il secondo conflitto mondiale, e di una pistola italiana. Entrambe, insieme ai relativi caricatori, sono state prese in custodia dai Carabinieri.

Le armi saranno ora sottoposte ad accertamenti e trasferite alla Soprintendenza competente per stabilire se possano essere considerate reperti di interesse storico. Se ne verranno riconosciuti il valore e la provenienza, potrebbero trasformarsi da semplice testimonianza bellica a preziosi frammenti di memoria collettiva.

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