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CronacaTorino

Chieri, tenta di soffocare la madre con un cuscino: arrestato un 33enne

Secondo quanto emerso dalle indagini, infatti, le violenze sarebbero andate avanti da oltre un biennio

Gabriele Farina

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CHIERI – Una bolletta dell’acqua non pagata potrebbe essere stata la scintilla che ha fatto esplodere una situazione di violenza che, secondo quanto ricostruito dagli investigatori, andava avanti da oltre due anni. È con le accuse di tentato omicidio e maltrattamenti in famiglia che un uomo di 33 anni è stato arrestato dai carabinieri a Chieri dopo aver aggredito la madre settantasettenne.

L’episodio risale alla mattina di mercoledì 10 giugno. Secondo il racconto della donna, il figlio avrebbe tentato di soffocarla utilizzando un cuscino mentre l’anziana stava riposando nel proprio letto. Un gesto che avrebbe potuto avere conseguenze drammatiche e che si sarebbe interrotto soltanto grazie all’intervento della nuora, riuscita a far desistere l’uomo dal suo intento.

Dopo quei momenti di terrore, è stata la stessa pensionata a trovare la forza di chiedere aiuto chiamando il 112. Sul posto sono intervenute diverse pattuglie della Compagnia dei Carabinieri di Chieri, con i militari della Stazione locale e del Nucleo Radiomobile.

Quando i carabinieri sono arrivati nell’abitazione, il trentatreenne si era già allontanato per raggiungere il posto di lavoro. I militari, però, sono riusciti a rintracciarlo nel giro di poco tempo.

Cosa è sucesso?

Nel corso della ricostruzione dei fatti, la donna avrebbe raccontato agli investigatori di aver subito dal figlio ulteriori episodi di minacce e vessazioni, mai denunciati in precedenza. Elementi che hanno consentito agli inquirenti di delineare un quadro di presunti maltrattamenti protratti nel tempo.

Secondo quanto emerso dalle indagini, infatti, le violenze sarebbero andate avanti da oltre un biennio. Al termine degli accertamenti, l’uomo è stato arrestato con le accuse di tentato omicidio e maltrattamenti familiari.

Attualmente il trentatreenne si trova detenuto nel carcere Lorusso e Cutugno di Torino, a disposizione della Procura della Repubblica di Torino, che coordina le indagini e procederà con gli ulteriori accertamenti per fare piena luce sulla vicenda.

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