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Asti, l’Equipe X della Chirurgia Vascolare: giovani e innovazione. Il reparto che sta cambiando volto alla sanità
È la Chirurgia Vascolare dell’Asl AT, ribattezzata dai suoi stessi protagonisti “Equipe X”
ASTI – C’è un reparto dell’Ospedale di Asti che, negli ultimi anni, sta facendo parlare di sé. Non per un singolo intervento eccezionale, né per la notorietà del suo direttore o per un caso finito sotto i riflettori nazionali. A colpire è piuttosto la forza di una squadra giovane, competente e in larga parte al femminile, capace di ridefinire l’immagine di una specialità tradizionalmente considerata “maschile”.
È la Chirurgia Vascolare dell’Asl AT, ribattezzata dai suoi stessi protagonisti “Equipe X”. Un nome che incuriosisce, ma che non richiama supereroi o misteriose incognite.
«Per noi X significa qualcosa di molto più concreto: non una somma di professionisti, ma una moltiplicazione», spiega il direttore della Struttura complessa, Alberto Pecchio. «Siamo un gruppo che non aggiunge competenze: le amplifica».
L’equipe è composta da dieci medici, sette dei quali donne, con un’età media di appena 38 anni. Ne fanno parte Ilaria Ambrogio, Federica Corrado, Antonella Laurito, Flavia Spalla, Valeria Tavolini, Alessandra Trevisan, Fabiana Zandrino, Andrea Cumino, Vittorio Pasta e Daniele Pennina.
Un gruppo giovane che rappresenta un cambio di paradigma in una disciplina che per decenni è stata percepita come appannaggio quasi esclusivo degli uomini.
La scelta di Asti
Tra i volti simbolo del reparto c’è Federica Corrado, 31 anni, originaria di Trapani. Dopo la laurea magistrale a Roma e la specializzazione all’Università di Torino, nel 2024 ha partecipato al primo concorso della sua carriera proprio ad Asti.
«Due settimane dopo la pubblicazione della graduatoria ho ricevuto la chiamata del dottor Pecchio e ho deciso di accettare. Non conoscevo il territorio, ma me ne sono innamorata», racconta. «Ho convinto anche mio marito, che lavorava a Torino, a trasferirsi ad Asti. Sono entusiasta del lavoro: pur essendo un ospedale di provincia facciamo una gamma vastissima di interventi. Siamo un’equipe giovane e motivata, seguiamo un approccio innovativo alle cure e stimolante anche sotto il profilo della ricerca scientifica».
Parole che raccontano non solo una scelta professionale, ma anche la capacità di un presidio sanitario territoriale di attrarre talenti e competenze.
Oltre 800 interventi in un anno
I numeri confermano il livello raggiunto dal reparto. Nel 2025 la Chirurgia Vascolare dell’Asl AT ha eseguito 830 interventi, di cui 181 in urgenza, affrontando situazioni spesso gestite abitualmente soltanto nei grandi ospedali.
Le attività spaziano dagli interventi sulle arterie carotidi a quelli sull’aorta toracica e addominale, passando per i vasi viscerali e degli arti inferiori. Il reparto si occupa inoltre della chirurgia degli accessi vascolari per i pazienti in dialisi e dei trattamenti endovascolari delle varici.
L’evoluzione tecnologica ha permesso di ridurre il trauma chirurgico grazie a tecniche mini-invasive sempre più sofisticate. Oggi è possibile trattare patologie complesse dell’aorta con approcci avanzati e migliorare la rivascolarizzazione degli arti inferiori, diminuendo le complicanze e salvando arti che, fino a pochi anni fa, rischiavano l’amputazione.
La collaborazione con Verduno
A caratterizzare l’Equipe X è anche la capacità di fare rete. Da tempo è attiva una collaborazione con l’Ospedale “Michele e Pietro Ferrero” di Verduno, nata dalla sintonia tra le rispettive Direzioni generali.
Una sinergia che punta a rispondere ai bisogni concreti dei cittadini, garantendo continuità assistenziale e rafforzando la rete vascolare interprovinciale attraverso la valorizzazione delle competenze presenti nei due ospedali.
Più tecnologia, meno attese
Il futuro del reparto guarda anche all’attività ambulatoriale, che già oggi conta circa 11.200 prestazioni all’anno.
L’arrivo di nuove apparecchiature eco-color-doppler di ultima generazione consentirà di aumentare ulteriormente il numero degli esami, migliorare la qualità diagnostica e ridurre i tempi di attesa.
Un investimento che, oltre al valore tecnologico, punta a garantire un accesso più rapido ai servizi e percorsi di cura sempre più completi per i pazienti del territorio.
«Come direzione crediamo fortemente nel gruppo», sottolinea il direttore generale dell’Asl AT, Giovanni Gorgoni. «Abbiamo autorizzato l’acquisizione di nuove tecnologie di sala operatoria che hanno permesso alla Chirurgia Vascolare di Asti di affrontare interventi complessi prima riservati ai grandi centri regionali e nazionali, aumentando nel contempo la sicurezza e la precisione delle procedure».
Un modello per la sanità pubblica
Per l’assessore alla Sanità della Regione Piemonte, Federico Riboldi, l’esperienza astigiana rappresenta un esempio virtuoso per tutto il sistema sanitario regionale.
«La qualità della sanità pubblica si costruisce investendo sulle persone, sulle competenze e sull’innovazione», afferma. «Un’equipe giovane, composta in larga parte da professioniste che hanno scelto di mettere il proprio talento al servizio del territorio, rappresenta un segnale importante per tutto il sistema sanitario piemontese».
Un modello in cui il talento non ha genere e in cui la sanità pubblica cresce mettendo al centro le persone: chi cura e chi viene curato.
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