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Maurizio Ternavasio racconta la grande avventura del Futurismo a Torino e in Piemonte

Dalla pittura alla scultura, dalla letteratura alla poesia, dal teatro al cinema, dall’architettura alla musica, fino alla moda, alle arti grafiche alla danza e perfino alla cucina

Gabriele Farina

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TORINO – L’8 marzo 1910 al Politeama Chiarella di Torino viene organizzata una serata futurista alla presenza di Filippo Tommaso Marinetti e dei maggiori esponenti italiani del neonato movimento artistico. E’ la terza volta che accade in Italia e solo un anno prima, il 20 febbraio 1909, usciva su Le Figaro il Manifesto Futurista, che dava inizio ad un viaggio che caratterizzo i primi decenni del ‘900 rivoluzionando il mondo dell’arte.

Maurizio Ternavasio racconta quel viaggio concentrandosi su quanto successe nella nostra regione. Il Futurismo a Torino e in Piemonte, Neos Edizioni, è un percorso ben organizzato nella Storia di un’avventura straordinaria, come recita il sottotitolo.

Si parte da una breve storia del Futurismo in Italia, poi ci si tuffa in quella storica serata al Politeama Chiarella. E poi via, con dovizia di particolari e dettagli rari per un libro che non vuole essere un saggio di settore, addentrandosi nelle varie arti.

Dalla pittura alla scultura, dalla letteratura alla poesia, dal teatro al cinema, dall’architettura alla musica, fino alla moda, alle arti grafiche alla danza e perfino alla cucina. Ternavasio non lasci a indietro niente raccontando ogni volta il panorama italiano per poi scendere nei dettagli della situazione torinese, con autori, eventi, filoni.

Scopriamo così autori noti, da Balla a Carrà, e altri decisamente poco presenti nella mente del grande pubblico, da Ugo Pozzo a Mino Rosso, fino al mito pubblicitario di Diulgheroff.

E’ un viaggio affascinante, dettagliato, ricco di particolari e curiosità. Scopriamo (o ricordiamo) così che Torino e il Piemonte ebbero un ruolo fondamentale nell’arte più veloce e rivoluzionaria del ‘900, ospitando eventi, manifesti e dando i natali (o gli spazi) ad alcuni degli autori più significativi del Futurismo.

In copertina fa bella mostra di sè una Mole Antonelliana futurista e boccioniana realizzata con l’AI. Mi sembra particolarmente adatta al tema. Immaginate quanto sarebbe piaciuta l’Intelligenza Artificiale ai futuristi!

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