Seguici su

SportTorino

Quando il Toro inaugurò lo stadio Azteca di Città del Messico

Il giorno in cui il Torino inaugurò lo stadio dei record

Gabriele Farina

Pubblicato

il

Di Karl Oppolzer - Opera propria, CC BY-SA 3.0, https://commons.wikimedia.org/w/index.php?curid=31674429

TORINO – Prima di Pelé, prima di Maradona, prima della “Mano de Dios” e del celebre “Gol del Secolo”. Prima delle finali dei Mondiali e delle notti leggendarie che hanno trasformato un impianto sportivo in un vero santuario del calcio mondiale e prima naturalemente dell’apertura dei Mondiali 2026. C’era il Torino.

Pochi tifosi granata sanno infatti che il 29 maggio 1966 fu proprio il Toro a inaugurare ufficialmente lo Stadio Azteca di Città del Messico, destinato a diventare uno dei luoghi più iconici della storia dello sport.

Quel giorno, davanti a oltre 100 mila spettatori, il Club América e il Torino pareggiarono 2-2 nella partita che aprì le porte del colosso messicano. Un’amichevole destinata a entrare nella storia molto più di quanto chiunque potesse immaginare.

Il tempio del calcio mondiale

L’Estadio Azteca nacque nel pieno degli anni Sessanta per accompagnare il Messico verso due grandi appuntamenti internazionali: le Olimpiadi del 1968 e i Mondiali del 1970. Costruito su un terreno vulcanico nella parte meridionale di Città del Messico, fu progettato dagli architetti Pedro Ramírez Vázquez e Rafael Mijares Alcérreca.

Quando venne inaugurato, rappresentava un’opera avveniristica. La capienza superava i 107 mila posti e il presidente messicano Gustavo Díaz Ordaz diede personalmente il calcio d’inizio alla cerimonia inaugurale, alla presenza del presidente FIFA Stanley Rous.

La partita iniziò con i gol dei brasiliani del Club América Arlindo dos Santos e José Alves. Il Torino di Nereo Rocco riuscì però a rimontare con una doppietta di Ulisse Gualtieri, fissando il risultato sul 2-2 e consegnandosi, inconsapevolmente, ai libri di storia.

Lo stadio dei record

L’Azteca non è uno stadio qualsiasi. Detiene infatti primati che nessun altro impianto al mondo può vantare.

È stato il primo stadio a ospitare due finali dei Mondiali di calcio: quella del 1970, vinta dal Brasile di Pelé contro l’Italia, e quella del 1986, conquistata dall’Argentina di Diego Armando Maradona contro la Germania Ovest. Per decenni è rimasto l’unico al mondo a poter vantare questo record.

Con i Mondiali del 2026, il primato è diventato ancora più straordinario: l’Azteca è il primo e unico stadio della storia ad aver ospitato partite in tre diverse edizioni della Coppa del Mondo FIFA, nel 1970, nel 1986 e nel 2026.

Su quel prato si sono consumati alcuni dei momenti più celebri del calcio mondiale: la semifinale Italia-Germania Ovest 4-3 del 1970, ribattezzata “La partita del secolo”, e poi il quarto di finale Argentina-Inghilterra del 1986, con Maradona protagonista sia della contestatissima “Mano de Dios” sia di quello che molti considerano il gol più bello di sempre.

L’Azteca è anche lo stadio in cui si sono giocate più partite di un Mondiale di calcio. Furono 10 nel 1970 (record per una singola edizione), 9 nel 1986 e se ne aggiungeranno altre 5 nel 2026.

Ma i record dell’Azteca non finiscono qui. L’impianto ha registrato anche una delle più alte affluenze sportive della storia: nel 1993 ben 132.247 persone assistettero all’incontro di pugilato tra Julio César Chávez e Greg Haugen, una cifra impressionante ancora oggi ricordata tra le più elevate mai registrate per un evento sportivo.

Un pezzo di Toro nella leggenda

Quando si parla dell’Azteca, il pensiero corre inevitabilmente a Pelé, Maradona e alle imprese mondiali. Eppure, all’inizio di tutto, c’era una squadra italiana in maglia granata.

Il Torino degli anni Sessanta non poteva sapere che quella trasferta messicana sarebbe diventata un frammento di storia del calcio internazionale. Eppure, ogni volta che si raccontano le imprese del mitico stadio di Città del Messico, il primo nome che compare nei registri ufficiali accanto al Club América è proprio quello del Toro.

Un dettaglio affascinante e poco conosciuto, che lega per sempre la storia granata a uno dei luoghi più sacri del pallone mondiale: il giorno in cui il Torino inaugurò il tempio del calcio.

Google News Rimani aggiornato seguendoci su Google News!
SEGUICI

Iscriviti al canale WhatsApp, segui la nostra pagina Facebook e continua a leggere Quotidiano Piemontese

E tu cosa ne pensi?

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *