CronacaTorino
Lavori al Duomo di San Giovanni Battista a Ciriè, e dal muro spunta una mandibola umana
La mandibola è stata portata all’obitorio per l’ispezione del medico legale
CIRIÈ – Un mistero da risolvere che ruota intorno a un luogo sacro: il Duomo di San Giovanni Battista di Ciriè. È qui che, durante dei lavori, è avvenuto il ritrovamento di una mandibola umana con ancora alcuni denti. Di chi potrebbe essere? A quando risale?
Il ritrovamento della mandibola
Una giornata come tante per gli operai impegnati sui ponteggi intorno al Duomo di San Giovanni Battista per alcuni interventi di manutenzione e restauro. Ma qualcosa di eccezionale in effetti accade. Mentre stanno pulendo i muri esterni con l’ausilio di una idropulitrice, salta una porzione di vecchia malta a causa dell’alta pressione dell’acqua e, dietro un mattone rimosso dall’intercapedine, eccola lì: una mandibola umana che conserva ancora alcuni denti.
Il ritrovamento è avvenuto nel pomeriggio di venerdì 12 giugno. Subito dopo i lavori sono stati fermati. Sul luogo i carabinieri di Ciriè per i rilievi del caso mentre l’area interessata è stata interdetta in attesa dei riscontri effettuati sul reperto. La mandibola è stata portata all’obitorio e nella giornata di ieri, 13 giugno, si è svolta l’ispezione del medico legale. Sarà lui a dover stabilire il sesso e l’età della persona, ma anche da quanto tempo è lì. Probabilmente da molto, giacché l’edificio sorge lì dove nei secoli passati potrebbero esserci state aree di sepoltura o vecchi ossari.
Il Duomo
Dichiarato monumento nazionale nel 1887, si trova nella centralissima piazza San Giovanni, oggi pedonale. Bellissimo esempio di gotico piemontese, viene realizzato nel corso del XIV secolo. È affiancata da un campanile a quattro piani, la cui sommità si presenta con una guglia centrale e quattro pinnacoli posti negli angoli.
All’interno della chiesa si trovano alcune opere d’arte di gran pregio, fra cui una pala ovale conosciuta come la Madonna del Popolo, attribuita alla bottega del pittore chivassese Defendente Ferrari e un bel crocefisso in legno di scuola bizantina, databile fra il XII e il XIII secolo. Sopra l’altare maggiore è posto un trittico su legno realizzato nel 1531 da Giuseppe Giovenone da Vercelli. Per esso, racconta Angelo Sismonda nelle sue Notizie storiche di Cirié, il re Carlo Alberto offrì quattromila lire per arricchire la Pinacoteca Reale, ma il comune di Cirié non accettò la proposta.
All’interno di una cripta (non accessibile al pubblico), che si trova al fondo della navata di destra della chiesa, sono custodite le tombe dei marchesi D’Oria.
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