BiellaCronacaTorino
Crans-Montana, Elsa torna a casa a Biella dopo cinque mesi di cure
Dopo un primo ricovero in Svizzera, Elsa era stata trasferita il 26 febbraio in elicottero da Zurigo a Torino per proseguire le cure specialistiche
TORINO – Dopo quasi cinque mesi di ricoveri e cure, Elsa, la quindicenne biellese gravemente ferita nell’incendio scoppiato a inizio anno nel locale “Le Constellation” di Crans-Montana, è pronta a tornare a casa. La giovane lascerà definitivamente l’ospedale infantile Regina Margherita di Torino, dove era stata trasferita il 24 aprile dopo un lungo percorso di cura iniziato al Centro Grandi Ustionati del Cto del capoluogo piemontese.
La notizia è stata annunciata dal padre Lorenzo, che ha raccontato l’emozione della famiglia per questo importante traguardo. «Dovrà ancora essere seguita dai sanitari, sottoporsi a fisioterapia e indossare delle guaine, ma l’importante è che sarà a casa. È un vero miracolo perché poteva non tornare più», ha dichiarato al quotidiano La Stampa nell’edizione di Biella.
Il ritorno tra le mura domestiche rappresenta una tappa fondamentale di un percorso lungo e complesso. La ragazza aveva riportato ustioni sul 55% del corpo durante il devastante incendio che aveva colpito il locale svizzero nella notte di Capodanno. Le sue condizioni erano apparse da subito gravissime.
Dopo un primo ricovero in Svizzera, Elsa era stata trasferita il 26 febbraio in elicottero da Zurigo a Torino per proseguire le cure specialistiche. Ha trascorso 58 giorni nel Centro Grandi Ustionati del Cto, struttura di riferimento per questo tipo di emergenze, prima di essere trasferita al Regina Margherita, dove ha continuato il percorso di riabilitazione e recupero.
La famiglia non nasconde la gioia per il ritorno della ragazza a Biella, ma il pensiero va anche a chi non è riuscito a sopravvivere alla tragedia e a coloro che stanno ancora affrontando il difficile cammino della guarigione. «Un pensiero va a chi non ce l’ha fatta e anche a chi si trova ancora in ospedale», ha sottolineato il padre.
Per Elsa, il rientro a casa non segna la fine delle cure. Saranno necessari ulteriori controlli medici, sedute di fisioterapia e trattamenti specifici per favorire il recupero completo. Tuttavia, dopo mesi di sofferenza, interventi e speranze, il ritorno alla vita quotidiana rappresenta una vittoria importante per la giovane e per tutta la sua famiglia.
Iscriviti al canale WhatsApp, segui la nostra pagina Facebook e continua a leggere Quotidiano Piemontese

